Processione dell’Addolorata a Gallipoli

Il Salento, durante il periodo pasquale è ricco di tradizioni, come le numerose confraternite seguite da migliaia di persone, che si dipanano in processioni che attraversano le strade delle varie cittadine del tacco d’Italia. Senza dubbio sono un’ottima occasione per scoprire arte, cultura e tradizioni del Salento.
Importante tradizione popolare in Salento è il “Santu Lazaru”, una serie di serenate cantate in rima la domenica delle Palme, nei paesi della Grecia Salentina che diveniva la Passione di Cristo in griko.
In Salento, le tradizioni pasquali vedono anche la famosissima “quaremma”, un fantoccio rappresentato da una vecchietta con la conocchia in mano ed un’arancia amara con sette penne infilzate, che si sfilano nei giorni una a una, per alla fine dar fuoco al fantoccio.
La notte del Venerdì Santo le strade del Salento si illuminano di fiaccole e vengono solcate da affollate processioni: talvolta i penitenti sono a piedi scalzi o in catene per rendere più difficili e faticosi i percorsi della redenzione.
Altra tradizione è che le palme benedette, simbolo di pace, vengono apposte nello spazio vuoto di un quadro posto dietro al letto matrimoniale oppure dietro la porta d’ingresso della casa, per tenere lontano le malattie.

Anche a Gallipoli nel cuore del Salento, ancora oggi le tradizioni pasquali sono consolidate nella popolazione, recuperando quei valori di solidarietà ed evangelizzazione che da sempre hanno caratterizzato la cittadina. In tutta la cittadina sono molto diffuse, durante la Settimana Santa, i riti che ricordano la Passione di Cristo che si intensificano e raggiungono il vertice il Venerdì Santo quando la comunità dei fedeli vive un giorno di lutto universale espresso attraverso diverse forme di partecipazione popolare.

A Gallipoli questa antica tradizione-devozione per Maria Addolorata è accompagnata anche dall’esecuzione di un oratorio sacro, detto “Frottola”, cioè delle composizioni musicali molto famose e diffuse nell’Ottocento. L’autore di alcune di queste opere musicali è stato il maestro gallipolino Francesco Luigi Bianco vissuto all’inizio del XX secolo, che dedicò in esclusiva alla confraternita della Misericordia i suoi lavori.
Anche il famoso compositore Giovanni Monticchio, vissuto nello stesso periodo, ha voluto rendere omaggio alla Vergine Addolorata dedicandole una sua particolarissima ed emozionante versione dello “Stabat Mater”.
Sia le “Frottole”, sia lo Stabat Mater vengono  eseguiti alternandosi tra loro durante la suggestiva processione di Gallipoli. Il Salento dunque “mette in scena” numerosissime rappresentazioni viventi: in ogni comune, in ogni città, è un susseguirsi di processioni, riti religiosi, feste popolari, rappresentazioni sacre, sagre e tradizioni folcloristiche. Interi paesi scendono in piazza, durante la Settimama Santa, per celebrare e commemorare il dramma sacro della Morte e della Resurrezione di Cristo.

Spesso, durante la processione di Gallipoli viene recitata la “ Via Crucis “ e le 14 stazioni seguono un particolare percorso. Due di queste avvengono davanti la chiesa all’uscita e al rientro della processione, mentre le rimanenti dodici sono decise dagli organizzatori. Fin dal XIV secolo, nelle vie di Gallipoli, si rinnova questa singolare quanto affascinante processione della Beata Vergine Addolorata, venerata presso la chiesa del Carmine, gestita dalla Confraternita della Misericordia e del Monte Carmelo; richiama sempre numerosissimi turisti, che accorrono tanto per devozione quanto per ammirare uno dei riti della Settimana Santa più suggestivi del Salento.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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