Putignano, la città del Fuoco

Putignano, la città del Fuoco, dal 12-12-2012 al 13-12-2012, Putignano

Il 12 e il 13 dicembre di ogni anno, Putignano sembra risplendere di luce nuova, simbolo della forza generatrice che da quel primo mattino si perpetua lungo il corso dei millenni. E la luce di cui è portatore il nome della Santa si rigenera di volta in volta nel cuore dei devoti di Putignano, e non suona affatto sorprendente il fatto di festeggiarla con l’accensione dei falò. Già i pagani festeggiavano il solstizio invernale con l’accensione di grandi fuochi propiziatori: quando le giornate iniziano ad essere sensibilmente più lunghe, il momento è stato sempre accolto favorevolmente perché fortemente positivo e inteso ad esaltare le virtù della luce, simbolo imprescindibile del divino, sull’oscurità.

Le Sacre Scritture non citano la data esatta della nascita di Cristo, ma l’accenno al solstizio è evidente nel calendario Giuliano che a dicembre celebrava la nascita del sole.
Già dal tardo pomeriggio del 12 Dicembre, tra baratto del giocattoli usati, scambi di libri e bancarelle con oggettini natalizi, a Putignano ci sarà tempo anche per la merenda con prodotti artigianali pugliesi, musica all’insegna dell’amarcord e lo scambio di auguri accanto ai grandi falò che verranno accesi in onore di Santa Lucia.

Lucia come è noto, nacque da una famiglia patrizia siracusana attorno al 283; ben presto la giovane sentì il fascino della nuova religione, contrariando il nobile pagano a cui era stata promessa in sposa. Un pellegrinaggio alla tomba di S. Agata e la grazia ricevuta dalla madre, convinsero la fanciulla ad abbandonare le cose terrene e a consacrarsi al Dio d’amore. La decisione indusse il promesso sposo a denunciarla al console Pascasio che, giudicandola colpevole al cospetto degli dèi la condannò a condurre una vita turpe nei lupanari della città. Ma Lucia ebbe nella sua vita gli splendori di Dio e ne uscì indenne e pronta a subire le stesse sorti, se non peggiori, degli altri cristiani. Il 13 dicembre del 304 fu decapitata. Perfino nel sepolcro Lucia non ebbe pace e, senza che se ne conoscano con certezza i fatti, le sue spoglie scomparvero. Il popolo attribuì l’atto sacrilego ai veneziani

La sera di mercoledì 12 dicembre, Putignano tornerà così a essere città del fuoco in onore del martirio subito da Santa Lucia. Dalle 19 in poi, associazioni culturali e privati, accenderanno numerosi falò: la ricerca sul campo, curiosa ed appassionante, ha evidenziato particolari non trascurabili per risalire alle origini di questa festa.
Un tempo i falò venivano preparati con legno di abete; per facilitare l’accensione al suo interno si ponevano rametti di ginestra e residui e schegge di abete; gli abitanti di Putignano erano favoriti dalla vicinanza al bosco dove l’abete bianco regnava con la sua folta chioma.
A sud si preparavano falò con piante appartenenti al genere melilotus della famiglia delle leguminose o con altri tipi di legno come il salice, l’acacia, il pioppo, presenti nei boschi o nelle campagne adiacenti la zona o recuperati dopo essere stati usati come pali di vigna.
Attualmente, in campagna, la sera della vigilia di Santa Lucia, l’uso di accendere i falò è praticamente scomparso e solo in rarissimi casi si intravede qualche misero fuoco alimentato con spini, sterpaglie, ginestre e paglia.
Gradualmente, negli ultimi trent’anni, il rituale di propiziazione agreste è stato trasferito in paese: il cerimoniale ha ceduto il suo valore altamente simbolico al rito dello spettacolo.

Con la regia dell’associazione storico-culturale Porta Barsento, il patrocinio dell’assessorato comunale alla Cultura di Putignano e dell’assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, a Putignano, la notte della vigilia di Santa Lucia si accenderanno contemporaneamente dieci falò: Putignano rappresenta uno dei territori della Puglia che ha mantenuto e alimentato nel corso dei secoli la Festa di Santa Lucia, festa che coniuga l’aspetto religioso con quello della festa popolare. Festa della luce, che più di ogni altra, unisce grandi e piccini, rinnova il sogno dell’attesa, del dono, del pegno. Una festa fatta di memoria e tradizione da una parte, di presente che si rinnova dall’altra.
Una festa che raccoglie famiglie e generazioni intere che, nella magia della favola, si riuniscono a mantenere vivo il segreto dei falò.
Il percorso si snoderà tra corso Umberto I, piazzale Moro, piazze, piazzette e crocevia del centro storico, davanti a due delle tre antiche porte del borgo antico: porta Barsento e porta Nuova. E in periferia: su viale Federico II e a Putignano Duemila.

Ogni falò sarà sempre animato: il palo della cuccagna a piazzale Moro, danze in piazza Plebiscito, giochi medievali a porta Barsento. Insomma a Putignano viene organizzato un pomeriggio per stare insieme, divertirsi e assaggiare le prelibatezze pugliesi. Magari parlando di sostenibilità, agricoltura e ambiente durante il concerto di Natale con melodie popolari. Passando da un falò all’altro si potranno degustare autentiche prelibatezze della tradizionale cucina locale: baccalà fritto, polpette, panini con i funghi, braciole al sugo, patate cotte sotto una coltre di cenere, focacce, mortadella arrosto, ricette medievali con donzelle fritte e tanto vino.

Il fuoco resterà il protagonista principale ma alla vigilia della festa, tutti radunati nel piazzale presso la Chiesa del Convento Grande, nel
tardo pomeriggio, col cuore sospeso, resteranno in attesa dell’apertura dei cancelli della cappella: dalla nicchia, tappezzata di velluti e fiorami, apparirà la preziosa statua di Santa Lucia simbolo della luce e del fuoco, nella sua maestosa bellezza. Da sempre si è attribuito alle statue della Santa la facoltà di comunicare; verrà portata in giro da alcuni devoti fedeli, per le vie di Putignano; un gruppo musicale itinerante, i Putifolk, accompagnerà il corteo delle autorità cittadine. Durante tutta la processione, il simulacro, pesantissimo, viene portato a spalla per mezzo di due lunghe e robuste travi che per la loro flessibilità e l’abilità dei portatori fanno assumere al simulacro un’andatura da passo di danza. Col ritorno, a sera si
chiuderà la bella festa patronale fra gli incessanti evviva della folla, i fuochi d’artificio, e la commozione dei fedeli, mentre i balconi artistici nelle loro flessuose ringhiere di ferro, e i falò, accoglieranno le donne di Putignano che in ginocchio con gli occhi inumiditi dal pianto, invocheranno l’aiuto della grande eroina.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *