Sagra de la Pasta fatta a casa a Depressa

La Sagra della pasta fatta in casa, a Depressa, Tricase, nasce con lo scopo di far riscoprire la storia delle  terre salentine ai giovani e a tutti.
A seconda del tipo di pasta che i cuochi esperti di Depressa prepareranno, variano le composizioni dell’impasto, e determinante sarà la qualità della farina ed il rapporto albume/tuorlo o acqua/uovo. Nell’impasto normalmente, come gli esperti di questa magnifica zona della Puglia ben sanno, non viene messo il sale, poichè lascia delle macchie bianche.
Importante sarà che tutti gli ingredienti per la pasta siano ben temperati, per amalgamare meglio tutti gli elementi in modo rapido e senza sforzo ed ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Le uova quindi non verranno per esempio prese direttamente dal frigorifero. Per la farina, si userà esclusivamente la farina di grano tenero00 e non la semola di grano duro che è una farina con la grana più grossa. Si avrà a che fare dunque con veri esperti del settore.

Una specialità di Depressa che verrà presentata alla sagra, è la pasta con le noci: la noce, o come veniva anticamente chiamata la “ghianda di Giove”, è il simbolo che meglio incarna il rapporto tra lo sviluppo del territorio salentino e i valori contadini e popolari che lo hanno caratterizzato. Questo diamante della natura per secoli ha rappresentato l’elemento attorno a cui si sviluppava la vita degli abitanti del Salento, all’interno di un rapporto virtuoso e rispettoso con la natura.

A Depressa verrà presentata naturalmente anche la pasta ripiena e per farla in modo eccellente si userà un quantitativo di uova leggermente ridotto per ottenere un impasto sodo ed elastico che verrà lavorato davanti agliocchi stupiti dei presenti per 10-15 minuti, con energia. Prenderanno così vita agnolotti, ravioli e tortellini, tutti da gustare.

Molto simpatica la preparazione della pasta alla chitarra: l’uso di tagliare a listarelle la sfoglia di pasta, passandola con un matterello o con le mani, sopra un telaio a fili (di metallo, di budello, di legno o altro ancora) e di lasciarla poi ricadere liberamente in una cassa o in un setaccio, è molto antico. La pasta ottenuta verrà alla fine condita in vario modo ma soprattutto con un bel sugo di peperoncino infuocato. Ancora oggi la tradizione di questo modo di lavorare la pasta è vivissima in Puglia e nelle tradizionali trattorie del Salento capita spesso di vedere appesi ai muri le “chitarre” usate per questa preparazione.Purtroppo, però, i cuochi che ancora li adoperavano davvero sono sempre di meno.

Non mancheranno alla Sagra di Vernole, le caratteristiche orecchiette pugliesi, preparate versando sulla spianatoia la semola con un pizzico di sale e l’acqua tiepida necessaria per impastare; si lavorerà la pasta per una decina di minuti fino a quando all’interno si saranno formate delle bollicine: si dovrà ottenere una pasta piuttosto soda e liscia; ottenuto un cilindretto dello spessore di una matita e tagliato a pezzetti lunghi un centimetro, con la punta arrotondata di un coltello si “strascinerà” ogni pezzetto sulla spianatoia in modo che la pasta, curvandosi, diventi simile a una conchiglietta: in questo modo si forma l’orecchietta. Le cime di rapa usate per il condimento, sono famose in tutto il mondo.

Da molti anni la sagra della pasta fatta in casa a Depressa rappresenta un importante momento di contatto tra le nuove e vecchie generazioni, un incontro che ha il sapore antico del paesaggio contadino, in cui vengono tramandati assieme ai sapori tradizionali anche la saggezza e la conoscenza popolare, basata sul rapporto con la terra, un legame indissolubile che oggi diviene fondamentale per contrastare i fenomeni sempre crescenti di degrado che martirizzano l’intera Puglia.
Un degrado non solo ambientale ma anche umano in cui il consumismo sfrenato e la cementificazione a tappeto hanno giocato un ruolo fondamentale nella distruzione della relazione con la campagna, i suoi frutti e le sue tradizioni.
Una sagra quindi che è aggregazione culturale, festa, degustazione di sapori tradizionali e al tempo stesso un tentativo di riappropriarsi di un territorio, della sua cultura, della sua saggezza e dei suoi valori.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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