Sagra delle Frise ‘ncapunate a Magliano

Sagre, folklore, tradizioni e danze, ma soprattutto cibo e prodotti locali: così il Salento conquista i turisti nel mese di settembre. Il Salento punta sulle differenze locali e regionali; cibi, vini, sagre, folklore, arte e natura: sono questi i punti di forza del tacco d’Italia.
Magliano, piccolo comune salentino, è sempre stato un paese legato alle proprie tradizioni sacre e popolari tanto che ancora oggi, in occasione di sagre paesane, si può assistere a serate allietate da balli pugliesi e canti della terra salentina.
Magliano anche per il 2012 regala a residenti e turisti, la Sagra delle Frise ‘ncapunate.
In piazza Degli Eroi, su cui si affaccia l’imponente e candida facciata della chiesa dell’Assunta, saranno allestiti numerosi stand in occasione della sagra. In questa piazza, l’aspetto futuristico della Chiesa regalerà una nota di allegria in più ai visitatori.

Imboccando via XXIV Maggio, si giunge alla cappella della Madonna di Costantinopoli, nota come chiesetta del “Turriso”. Ai suoi piedi, si svolge la famosissima sagra della “friseddha ‘ncapunta”, una delle pochissime feste di piazza davvero gratuite del Salento.
Per preparare una “friseddha ‘ncapunata” davvero perfetta, occorrono pomodorini, rucola, peperoni cornulari fritti, melanzane sott’ olio, cipolla affettata, olio e sale.
Numerosi saranno i banchetti appostamente allestiti in cui si vedranno bagnare le frise con acqua fredda in una ciotola e condirle con olio d’oliva salentino. E parlando di olio extravergine d’oliva del Salento, non potrà certo mancare una passeggiata fino al frantoio ipogeo di Magliano, costruito fra la seconda metà del XVIII e i primi del XIX secolo. Si trova in via Trappeto, e risulta realizzato con copertura a botte  comprendente un ambiente rettangolare, su cui si addossano i vani minori.

Le frise furono portate in Puglia dai primi navigatori greci. Sono delle pagnotte di grano o di orzo prima cotte intere, poi spaccate e lasciate biscottare nel forno a legna. La loro storia è antica: prima del dopoguerra, la frisella di farina di grano era riservata alle sole tavole benestanti e a poche altre occasioni celebrative, e i ceti meno abbienti della popolazione consumavano friselle di farina di orzo o di miscele di orzo e grano. La frisella può essere conservata per un periodo lungo e questo la rendeva una valida alternativa al pane, nei periodi in cui la farina era più scarsa.

Lo scorso novembre, la Dieta Mediterranea è stata riconosciuta Patrimonio dell’Umanità Unesco, ed è stato un motivo in più per diventare il simbolo vincente del turismo pugliese: la Dieta Mediterranea è considerata una delle più complete, sane ed equilibrate, perché rispetta perfettamente le percentuali di apporto energetico consigliate dai nutrizionisti: ricca di carboidrati, relativamente povera di grassi animali e soprattutto si basa su un’ampia disponibilità di verdura. La friseddha ‘ncapunata, con i suoi pomodorini, arricchita di rucola e peperoni fritti, condita con melanzane sott’ olio e cipolla, rispecchia perfettamente questo equilibrio.

Il mare in Salento resta la  prima risorsa turistica; esistono però delle “nicchie” in forte crescita, come il turismo enogastronomico che piacciono soprattutto agli stranieri, dove il cibo la fa da padrone. La sagra della friseddha ‘ncapunata, fa in modo che Magliano non rinunci mai alla sua tradizionale festa tutta costruita attorno allle friselle. Le friselle sono in qualche modo collegate al mare: in passato in Salento si usava bagnare le friselle direttamente in acqua di mare, e consumarle condite col solo pomodoro fresco, premuto per far uscire il succo.
Stendardi alle finestre, e aiuole arricchite di fiori, faranno di questa festa popolare non solo un luogo ove mangiare bene, ma ancheanche un luogo dove si stringono e confermano amicizie, si fanno affari attorno alle bancarelle, si ascolta musica e si mangiano, con rinnovato gusto, piatti tradizionali nelle osterie e nei bar. Sono giorni dunque di allegria per il paesino del Salento famoso per le sue raccolte di pomodorini una volta, come ora lo è per le friselle,  l’olio, per il vino e per il buon vivere. Raffinatezze culinarie e tradizione che si mescolano in modo coinvolgente davanti alla chiesetta del Turriso, e Magliano aprirà le sue stradine bianche per la famosa e tradizionale degustazione di oli e vini.
Ma quest’anno oltre alle esibizioni dei gruppi musicali, alle bancarelle e al buon mangiare si è aggiunta una novità straordinaria, che ha fatto battere il cuore ed emozionare l’intero paese: gruppi di pizzica si succederenno sul palco in piazza e si faranno apprezzare per l’originalità e la bontà dei balli e dei canti portando sui palchi ciò che già esisteva ed esiste nelle occasioni di festa in Salento.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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