San Brizio d’inverno

La festività chiamata dai calimeresi “San Brizio d’inverno” è molto sentita ed è anche detta San Brizio de li turdi perché coincide con l’arrivo dei tordi prelibatamente cucinati per l’occasione.
I fedeli si ritrovano intorno alla statua del Santo, esposta 8 giorni prima della festa liturgica, in un sentimento di sentota religiosità.
Con il termine religiosità, soprattutto nel cuore del Salento,  si vuole indicare quel sentimento della ” divinità” provato da uomini e donne, in base al quale essi si considerano uniti. Questo sentimento invade e travolge il popolo di Calimera e lo segue non solo nelle sue avventure socio-politiche, ma anche nelle sue caratteristiche più profonde e basilari proprie di ogni giorno, della quotidianità.

A Calimera, il tempo fa il suo corso e la festa stessa oggi segue la situazione culturale ed economica del luogo, aggiungendo il profano al sacro, e festeggiando la ricorrenza religiosa anche con bancarelle, fiere-mercato, fuochi pirotecnici e concerti bandistici.


Anche se la festa principale ricorre il 29 luglio, giorno in cui, negli anni cinquanta, fu traslata la reliquia, ancora oggi custodita gelosamente nella chiesa parrocchiale di Calimera, a dicembre si ricorda il Santo coi suoi miracoli, tra i quali il famoso Albero di san Martino, un grande olmo che sorgeva presso Chinon che si sarebbe originato dopo che Brizio ebbe piantato nel terreno il proprio bordone e quello di Martino, facendoli radicare.
Il Santo viene ricordato dalle fonti, nonchè da San Martino, suo maestro, come un uomo dal carattere particolare, a volte irascibile: fu educato dallo stesso San Martino nel monastero di Marmoutier, dove prese i voti, ma aveva un carattere ribelle e polemico.

Domenica 13 alle ore 16.30 il concerto bandistico Città di Salice Salentino accompagnerà il santo nella processione,  evento religioso particolarmente sentito dai calimeresi.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info
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