San Pantaleone dell’Uragano

Martignano, il più piccolo dei comuni della Grecìa Salentina, dove  il griko, un’antica lingua, esiste ancora, e che ogni estate fa da sfondo  alla Taranta, un incontro musicale che nasce dal cuore  e da una comune sensibilità verso le culture tradizionali, festeggia San Pantaleone dell’Uragano.
La devozione dei martignanesi a questa festa è legata alla protezione che il Santo  concesse alla popolazione nel novembre del 1718, salvandola dalla devastazione di un uragano che colpì tutto il Salento.
Nasce da qui la “Festa dell’Uragano”.

Il 15 e 16 Novembre 2011, giorni che seguono l’appuntamento del 26 e 27 luglio, festa patronale di Martignano, son due giorni di grandi festeggiamenti nella cittadina salentina: i sentimenti allegri di queste feste di paese nel cuore del Salento, sembrano scomparire sempre di più tralasciando solamente echi lontani che vengono avvertiti da poche persone; quindi spesso è opportuno indagare il passato, anche se abbastanza prossimo, e farlo rifiorire, così che le tradizioni che distinguono un paese dall’altro possano ancora essere visibili.
Qualche anno addietro, infatti, proprio in occasione di questa festa, seguì la presentazione del romanzo “Pantaleone, il medico” di Peter Von Steinitz, un romanzo storico sul Santo, con lo scopo di ribadire l’assoluta urgenza dell’avvio di una fase di ricerca scientifica sul culto di S. Pantaleone a Martignano e nel Salento.

Il solido patrimonio storico, culturale, religioso ed umano costituito attorno alla figura del Medico e Martire di Nicomedia, vede il ricordo di un bambino affidato al grande medico Eufrosino che apprese la medicina tanto perfettamente da meritarsi l’ammirazione dell’imperatore Massimiano; si avvicinò alla fede cristiana e la leggenda vuole che avesse la capacità di guarire ogni male nel solo nome di Cristo; si narra che resuscitò alla sola invocazione dei Cristo un bambino morto per il morso di una vipera, e che guarì un cieco che si era rivolto a lui dopo aver consumato tutte le sostanze presso  altri medici. Alla sua morte Pantaleone, distribuito il patrimonio ai servi e ai poveri, diventò il medico di tutti.

La tradizione vuole anche che il giorno prima della festa, il 15 novembre, dopo la messa venga accesa la “focara”, il grande falò che arde a memoria di quell’evento che salvò la cittadina. Il falò, allestito nelle vicinanze del campo sportivo, verrà acceso dai maestri fuochisti come accade in diverse aree del Salento, in ricordo dei riti pagani. Talvolta infatti il sentimento religioso viene espresso anche attraverso celebrazioni e manifestazioni popolari,quando le feste non partono più da un’organizzazione a livello di abbadia, ma al contrario partono da iniziative comunali che trattano l’avvenimento quasi come una consuetudine.

Il 16 novembre, all’una e quaranta, allo scoccare dei fuochi d’artificio e del martellante suono delle campane, i fedeli si ritrovano in chiesa per partecipare alla processione del Santo per le vie del paese che si conclude con lo sparo dei tradizionali fuochi d’artificio. Al rientro della statua dalla processione si tiene il solenne panegirico in onore del Santo ed il tradizionale bacio della reliquia, custodita nella chiesa parrocchiale di Martignano.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

Un pensiero su “San Pantaleone dell’Uragano

  1. Complimenti per la pagina, io vivo a Düsseldorf in Germania
    al mio paese, Papanice di Crotone si festeggia anche San pantaleone , mi farebbe piacere sapere se si potrebbero avere piu notizie e doveeeeee, anche foto delle feste religiose, saluti Antonio Stricagnoli

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