She’s me (scismi)

Nella macchina speculativa che il mondo dell’arte ha costruito fra gli anni ’60 e ’70 attraverso la corrente del concettuale, passa piuttosto in sordina quel fenomeno prettamente pittorico che si sviluppò da un processo riflessivo sul dipingere, e da un ragionamento sul ‘fare’ un quadro. Ma ancora una volta il Salento  regalerà agli appassionati una mostra di opere in cui gli elementi decorativi, come le piastrelle che rivestono pavimenti e muri, i pattern degli abiti e dei tessuti e perfino le consistenze dell’acqua, della sabbia, dell’erba e del cielo, sono una componente importante dell’opera stessa.

Si tratta della personale di Alessandro Passaro, prolungata fino al 20 Gennaio 2012, un artista che nelle sue tele “fotografa” istanti di quotidiana transizione. Nato a Mesagne (Brindisi) nel 1974, Passaro ha sviluppato una tecnica pittorica originale, basata sulla ridefinizione dei concetti di spazio e luce.
Per l’artista è il silenzio la dimensione necessaria per instaurare un rapporto solitario tra sè e il proprio lavoro, quel silenzio che circonda anche i suoi lavori.
Nel tempo si è consolidata la sua riflessione sulle motivazioni essenziali della pittura. Alessandro Passaro è un formalista, alla maniera in cui lo furono grandi astrattisti, ma a differenza di questi, egli utilizza la figura come alfabeto basilare, calibrando i colori con rara sensibilità. Libera dai limiti di un paesaggismo di mimesi, la pittura di Passaro ricorre all’esperienza del colore, dominante nella struttura delle sue opere.


Nei riferimenti figurali, si coglie un transito di emozioni, di memorie ammaliate da cromatismi che si espandono e amplificano il linguaggio pittorico. Protagonisti delle sue tele sono persone comuni, uomini e donne, giovani e anziani in momenti di quotidianità, mentre attraversano le vicissitudini giornaliere,  con quel misto di pazienza incurante e serena rassegnazione.  Interessante sarà notare l’ambientazione delle sue tele, il cielo aperto, dove si fondono elementi paesaggistici e complementi d’arredo, soprattutto ambientati nella calda luce pomeridiana, in un orizzonte ampio.

Il Salento regalerà grandi emozioni con la pittura di Passaro:  l’astrattismo, l’espressionismo e il figurativo. La figura del Passaro comprende tanto la forma e l’aspetto dell’immagine, quanto il simbolo e l’allegoria in essa contenuti: l’artista non è interessato a riproporre spaccati di vita quotidiana, quanto ad interpretare il flusso esistenziale nella sua completezza. Per questo nei suoi quadri si scorge una realtà quasi surreale, che dimostra una matura capacità di utilizzo del mezzo pittorico al di fuori di ogni categoria o genere convenzionale.

Passaro viene spesso definito un artista sperimentale, soprattutto quando nelle sue opere confonde le coordinate spaziali, mescolando ambienti interni ed esterni, oppure quando sovrappone alla natura organica dei suoi paesaggi l’artificio di certe texture ornamentali. Con disinvoltura maneggia i dettagli realistici, spesso assemblati in maniera inedita. È una pittura, questa, che si riscontra facilmente nei pittori americani, oppure inglesi e tedeschi, educati ad un minor rispetto della tradizione classica, ma che è raro trovare nei suoi coetanei italiani.
La sensazione è che anche la tecnica pittorica di Passaro voglia trasmettere, con la sua mobile vena sperimentale, quel sentimento di delicato transito, di pericolosa sospensione che già si avverte nei suoi personaggi.
La mostra è allestita a Galatina pressola ART and ARS GALLERY in via Orsini 10. Orari: dalle 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 20.00.
Per info: tel 0836.21.00.75; cell. 339.4867783

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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