Soleto e la festa di Sant’Antonio nel mondo contadino

Soleto e la festa di Sant’Antonio nel mondo contadino, dal 16-1-2013 al 17-1-2013, Soleto
Quando un paese in Salento celebra il suo Santo Patrono vuol dire che esso intende affidare la propria storia e la propria religiosità alla protezione, all’aiuto e alla benevolenza di questo Santo.
Un Santo Patrono non è mai scelto per caso, o per motivi inspiegabili, oppure per imposizioni esterne. Nella storia di un paese c’è sempre una motivazione, c’è sempre un avvenimento particolare, o vi sono eventi più complessi, i quali legano la devozione religiosa della Comunità al Santo che la protegge e la custodisce.
A volte il motivo è un miracolo che si verifica, oppure è un’apparizione divina che rende sacri luoghi ed abitudini; talvolta il motivo si ritrova in tradizioni antiche e leggendarie, e si lega anche al passaggio di un Santo per il paese che lo onora come Patrono o all’appartenenza originaria dello stesso Santo Patrono alla Comunità che lo celebra. Vi sono infine molti altri motivi storici che possono giustificare la devozione di un popolo per un Santo Patrono.
Quando dicembre è ormai lontano, a Soleto si dice che se sarà stato potente e freddo a dovere si riterrà soddisfatto, ma se avrà fatto bonaccia si vendicherà chiedendo alcuni giorni a Gennaio, per portare gelo e sterilità.
E il preoccupato mondo contadino di una volta aveva paura: l’Inverno andava vinto, scacciato, esorcizzato. La maniera migliore era quella di celebrare le “Feste”, ovvero l’insieme di quelle manifestazioni collettive legate al trascendente, al magico e all’irriverente che avevano luogo nell’ambiente rurale, e che avevano grande forza soprattutto in questo periodo dell’anno. Dal dover mandar via l’inverno, derivano i festeggiamenti col fuoco, fatti a Soleto in gennaio, in onore di Sant’Antonio.

La meravigliosa Chiesa Parrocchiale di Soleto con il famoso marmoreo fonte battesimale per immersione, vede lungo le pareti, settentrionale e meridionale, sono gli altari dell’Assunta, alla quale è intitolata la chiesa, e di S. Antonio.
Il culto di Sant’ Antonio a Soleto è molto antico, anteriore, probabilmente di diversi secoli, alla stessa elezione del santo a patrono, proprio perchè legato a riti contadini. Spettacolare ricorrenza religiosa, il giorno 16 gennaio, la vigilia, si comincia con le messe che vengono celebrate ogni ora, sia nella Chiesa che all’aperto, all’ombra della gigantesca guglia simbolo della cittadina.
La Guglia Orsiniana, un tempo campanile, con i suoi 45 metri di altezza è annoverata fra i monumenti nazionali del nostro Paese, essendo anche ornata di leggende, tra le quali spicca quella delle streghe che ricamavano febbrilmente la trama delle sculture, mentre schiere di diavoli alati trasportavano materiali per costruire il campanile in una sola notte; ma al canto del gallo quattro diavoli rimasero pietrificati sogghignanti ai quattro angoli del campanile, sulla balaustra.

Il giorno della festa del Santo, il 17 Gennaio, si tiene la classica raccolta e benedizione degli animali sul sagrato: secondo la fede cristiana i Santi Patroni costituiscono per la Comunità che rappresentano, un tratto di unione importantissimo della loro vita storica e terrena con la vita soprannaturale e divina; Sant’Antonio era stato un porcaro, da cui la sua protezione invocata per gli animali da cortile dei contadini.
Per la comuinità di Soleto, Sant’Antonio è mediatore privilegiato della preghiera a Dio e portatori delle risposte della Grazia divina ai bisogni e alle richieste della Comunità.
Rappresenta, come visibile anche durante la spettacolare processione dei fedeli, garanzia e riflesso della mediazione tra Dio e l’uomo.

La ricorrenza festiva ricade dunque in un periodo dell’anno molto importante per l’agricoltore: il 17 gennaio quando il grano nei campi non è altro che un piccolo germoglio e l’inverno ancora lungo lo minaccia coi suoi rigori; quindi è il momento di propiziare condizioni atmosferiche non avverse per un buon raccolto;
Sant’Antonio, come è noto, si festeggia anche in giugno, quando sono in corso le operazioni di mietitura e quindi è usanza ringraziare il santo per il raccolto effettuato e se ne chiedono di nuovi, per il futuro, sempre più abbondanti.
Per propiziarsi i favori del Santo, è tradizione a Soleto accendere un grande falò, e mentre le fiamme si alzeranno nel cielo, bisogna saperle osservare per leggerne i movimenti, i moti, cose affidate agli anziani del luogo. Si dice che le forme delle spirali costruite dal vento notturno raccontino i giorni a venire, i drammi dietro l’angolo, la quantità delle messi, la fortuna in amore, il successo, la sfortuna, le trame della morte e i doni della vita.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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