Specchia e la festa della Candelora

Specchia e la festa della Candelora, 2-2-2013, Specchia

In molte zone del Salento la Candelora viene ancora oggi rievocata attraverso la messa in scena della Madonna con Gesù; a Specchia, alla vigilia della festa, le donne del paese effettuavano una processione e si purificavano bagnandosi con la rugiada; era una festa, che si presentava con una certa solennità, quella della Presentazione di Gesù al tempio; veniva chiamata, ed è ancora chiamata, “la candelora”, incentrando tutto il significato della liturgia sulla benedizione e consegna delle candele, che poi venivano portate a casa e usate nei modi più svariati
Nel resto del Salento la festa della Candelora resta legata ai ceri benedetti. Questi ceri vengono custoditi nelle case, e si ritiene tengano lontani influssi maligni.

Dopo 40 giorni dal Santo Natale, la festa della Presentazione di Gesù al Tempio, a Specchia oggi vede la processione con le candele benedette in chiesa. Oggi, la Candelora segna per lo più, la fine dell’inverno; in questo senso la Candelora è anche legata ad alcune feste di origine agreste, in molti luoghi della Puglia infatti, si cucinano piatti specifici, che vengono offerti alla natura. Negli Stati Uniti la festa religiosa è stata sostituita da una laica, “il giorno della marmotta”.
A Specchia la Candelora rappresenta una autentica esortazione a vivere la fede professata il giorno del Battesimo, quando ogni persona viene “presentata” al Padre. In altri casi quella candela veniva accesa quando qualcuno era sofferente e in procinto di morire. E vi è chi forse la usa ancora per allontanare pericoli nelle campagne o altro.
La cerimonia delle candele potrebbe forse derivare dall’antico uso romano di accendere torce in onore di Giunone Februata. Anticamente l’accensione delle candele aveva due significati: uno collegato alla universale religione cosmica che il cristianesimo aveva accolto nella sua liturgua; l’altro messo in relazione con l’insegnamento evangelico.

La benedizione delle candele a Specchia avviene nella Chiesa dedicata a Santa Caterina con annesso il Convento dei Francescani: qui l’altare maggiore è dedicato all’Immacolata e i restanti quattro altari ad altri santi, tra cui San Francesco; infatti si narra che molto probabilmente il Santo vi trascorse qui una notte, sulla strada del ritorno dal suo viaggio in Terra Santa. Ma uno dei protagonisti della festa di oggi è Simeone che chiama quel Bambino “luce per illuminare le nazioni”. Da qui la benedizione delle candele.
Le candele, in questa bella cittadina salentina, rappresentano la professione della fede, come quella che il vecchio Simeone custodì per una intera vita, in attesa del Messia; e in un tal clima pieno di suggestione viene da chiedersi se la tristezza nel mondo, il buio del nostro tempo, non dipendano proprio dalle troppe candele spente.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *