Spettacolo a Bari, La parola Padre

Il regista Gabriele Vacis porta in Puglia uno spettacolo insolito e singolare, “La parola Padre”; originario di Settimo Torinese, è una persona che gode di una fama rispettabilissima, autore e regista di teatro, cinema e televisione, e risulta tra i fondatori del Laboratorio Teatro Settimo.
Con le sei ragazze protagoniste della commedia, ha fatto lunghe interviste, quasi delle sedute psicanalitiche, per conoscerle, per sapere quando hanno avuto davvero paura, quando si sono sentite al sicuro.
Vacis, uomo straordinariamente attivo, ha realizzato un bellissimo corto “Tu come lo vedi Dio?”,  oltre a  film-documentari tra cui spiccano “La paura siCura” e “Uno scampolo di Paradiso” (che ottenne il premio speciale della giuria Euganea Movie, e il Premio speciale della Giuria Annecy Cinema Italienne).  Ha diretto regie di opere liriche, e dal 1987 tiene seminari alla Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano.Dal 1995 insegna lettura e narrazione orale presso la scuola “Holden” di Torino; dal 1980 ha ideato e diretto festival ed eventi come TorinoSpiritualità.

A Bari, con “La parola Padre”, Vacis  racconterà le paure di nazionalità diverse. La paura è il sentimento dominante del nostro tempo, perchè l’uomo possiede tante cose quindi ha paura che gli altri, a cui si è rubato il tanto che abbiamo, presentino il conto o lo portino via.
Alle sei ragazze ha chiesto di raccontare storie; esse hanno raccontato il padre, cioè la loro discendenza: la parola padre ha la stessa radice semantica della parola patri.
Chiave dinamica dello spettacolo, messo in scena dai Cantieri Teatrali Koreja, sarà l’elemento cultura, come gli spettatori del teatro Royal di Bari potranno notare: cultura intesa come spettacolo dal vivo, teatro, musica, danza, la cultura teatrale, insomma, come alimento primo di un lavoro che oltrepassa le frontiere, che aumenta le risorse del territorio, beni culturali, turismo, sviluppo sostenibile.

Alla fine le sei giovani attrici, che erano state selezionate durante un giro di seminari nell’Europa centro orientale, si incontreranno sul palcoscenico del Teatro Royal di Bari, che rappresenta uno dei tanti crocevia del presente.
Ola, Annachiara, Simona, Irina, Alessandra e Rosaria, coltivano sentimenti, hanno memorie comuni, raccontano storie, accompagnate da immagini, danze, musiche, racconti, identità impossibili, mobili, fluide. Irina Andreeva viene  dalla Bulgaria, Alessandra Crocco, Anna Chiara Ingrosso e Maria Rosaria Ponzetta dall’Italia, Simona Spirovska dalla Macedonia, Aleksandra Gronowska dalla Polonia. E tutte hanno conti in sospeso con la loro patria, tutte hanno conti in sospeso con i loro padri.

Si tratta di uno spettacolo prodotto da Koreja, nell’ambito del Progetto Archeo.S., finanziato dal Programma di Cooperazione Transfrontaliero IPA Adriatico.
Archeo S System of the Archaeological sites of the Adriatic Sea, mette insieme sei Enti sulle sponde del Mare Adriatico: il Teatro Pubblico Pugliese (Lead Beneficiary-Puglia), il Comune di Fier (Albania), il Comune di Pazin (Croazia), il Comune di Igoumenitsa (Grecia), la Fondazione le Città del Teatro/Teatro Stabile delle Marche e l’Assessorato alle Politiche Culturali della Regione Abruzzo.
Questi Paesi sono legati dal comune obiettivo di valorizzare il patrimonio storico-artistico ma anche paesaggistico e naturalistico, portatori di identità culturali.

Il patrimonio culturale bagnato dal Mar Adriatico fa, dunque, sistema, in questo spettacolo che vede Salvatore Tramacere come coordinatore artistico.  Per due anni, fino al 2013, ci sarà una nuova area di intervento nell’Adriatico tra i sei paesi interessati dal progetto, città, luoghi, siti, che metteranno a disposizione e in comune i propri patrimoni culturali, produzioni teatrali, risorse e culture, tutti elementi di attrazione dinamica e di sviluppo economico, un intervento istituzionale forte per una strategia di lungo termine capace di incrementare nuove opportunità di sviluppo sostenibile.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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