Stagione di Prosa e Danza 2007/08 Teatro Politeama Greco Lecce

PROVINCIA DI LECCE

Assessorato Alla Cultura

TEATRO PUBBLICO PUGLIESE

con la collaborazione di

CANTIERI TEATRALI KOREJA

LECCETEATRO

Teatro Politeama Greco

Stagione di Prosa e Danza 2007/08

Teatro Politeama Greco, 12 Novembre 2007

Produzioni Teatrali Paolo Poli

Paolo Poli

SEI BRILLANTI

GIORNALISTE NOVECENTO

due tempi di Paolo Poli

da Mura, Masino, Brin, Cederna, Aspesi, Belotti

regia di PAOLO POLI

Teatro Politeama Greco, 19/20 Novembre 2007

(20 Novembre – spettacolo fuori abbonamento)
Teatro di Roma – Elledieffe

Compagnia di teatro di Luca De Filippo

LE VOCI DI DENTRO

“tarantella” in tre atti di Eduardo De Filippo

con Luca De Filippo, Gigi Savoia, Antonella Morea,

Marco Manchisi, Carolina Rosi

regia di FRANCESCO ROSI

Teatro Politeama Greco, 25 Novembre 2007

Compagnia Juan Diego Puerta Lopez

CARNE

uno spettacolo di teatro-danza nell’ambito del Progetto LATINO LATINO

Teatro Politeama Greco, 2 Dicembre 2007

Ente Nazionale del Balletto – Balletto di Roma

Kledi Kadiu – Noemi Arcangeli

GIULIETTA E ROMEO

musiche di Sergej Prokof’ev

coreografie di FABRIZIO MONTEVERDE

Cantieri Teatrali Koreja, 13/17 Dicembre 2007

Koreja

IL CALAPRANZI

A chi toccherà stasera?

di Harold Pinter

traduzione di Alessandra Serra
regia di Salvatore Tramacere
con Angela De Gaetano, Maria Rosaria Ponzetta, Fabrizio Pugliese, Fabrizio Saccomanno

Teatro Politeama Greco, 18 Dicembre 2007

Gli Ipocriti

Giovanni Esposito – Mimmo Esposito – Ernesto Lama

L’ALBERGO DEL SILENZIO

DEBUTTO REGIONALE

di Eduardo Scarpetta

con TONINO TAIUTI e la partecipazione di SIMONA MARCHINI

regia LORENZO SALVETI

Teatro Politeama Greco, 20 Gennaio 2008

Just in Time Management

Rossana Casale

CIRCO IMMAGINARIO

Museo Castromediano, 11/17 Gennaio 2008

Compagnia T.P.O.

coproduzione /Teatro Metastasio Stabile della Toscana

I GIARDINI

CCC [children cheering carpet]

Regia Francesco Gandi, Davide Venturini

Teatro Politeama Greco, 18 Febbraio 2008

Gli Ipocriti
Isa Danieli
MADRE CORAGGIO E I SUOI FIGLI
di Bertolt Brecht – traduzione di Roberto Menin
drammaturgia di Antonio Tarantino

regia CRISTINA PEZZOLI

Teatro Politeama Greco, 18 Marzo 2008

AGR Associati

WHY….

BE EXTRAORDINARY WHEN YOU CAN BE YOURSELF

Scritto da Daniel Ezralow e Arabella Holzbog

danzatori Erin Elliot, Marcus Bellamy, Djassi Da costa Jhonson, Santo Giuliano, Tyler Gilstrap, Anthony Heinl, Jeremy Hudson, Roberta Miolla, Rian Novak, Jessica Villotta

light designer Marco D’Andrea, video artist Noise_video Michele Fuccio, spark digital entertainment Francesco Pagli, network  Michele Torresan, costumiste Elena Mazzoli – Alessandra Robbiati, consulente musicale Marco Iannelli musiche The Beatles, Big Bad Voodoo Daddy, Cherry Poppin’Daddies, Ludovico Winaudi, Lessley Gore, Gorillaz, Buddy Guy & Wellws, David Lang, Alanis Morissette, Le Mystère des Voix Bulgares, Sigur Ròs, U2, Vangelis, Thom Willems

diretto e coreografato da Daniel Ezralow

Teatro Politeama Greco, 27 marzo 2007

EVENTO SPECIALE IN FUORI ABBONAMENTO

Salvatore Della Villa

BESTIARIO SALENTINO

Selvaggi d’Amore di Morte Poeti

Regia di Salvatore Della Villa

Teatro Politeama Greco, 3 aprile 2008 ESCLUSIVA REGIONALE

AterBalletto

ARIOSTO

(Titolo provvisorio)

Coreografie di Mauro Bigonzetti

Teatro Politeama Greco, 8/9 Aprile 2008 (9 Aprile – spettacolo fuori abbonamento)

ERT Emilia Romagna Teatri –  Compagnia Pippo Delbono
Pippo Delbono
QUESTO BUIO FEROCE

ESCLUSIVA REGIONALE
ideazione e regia di PIPPO DEL BONO

con

Pippo Delbono, Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Raffaella Banchelli, Bobò, Margherita Clemente, Lucia Della Ferrera, Ilaria Distante, Gustavo Giacosa, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Pepe Robledo

Teatro Politeama Greco, 17 Aprile 2008

Mairie de Toulouse et École de cirque le Lido

DonPasta. Selecter
IN THE FOOD FOR LOVE

ESCLUSIVA REGIONALE

Spettacolo di cucina, musica e noveau cirque

ideazione di Donpasta. Selecter

con la Compagnie Food Sound Circus

regia di Donpasta.Selecter e la Compagnie Food Sound Circus

Produzione Mairie de Toulouse / École de cirque “Le Lido”

Cantieri Teatrali Koreja, 26/27 Aprile 2008

Emilia Romagna Teatro Fondazione – CTB Teatro Stabile di Brescia

Danio Manfredini

IL SACRO SEGNO DEI MOSTRI

con Simona Colombo, Cristian Conti, Afra Crudo, Vincenzo Del Prete,

Danio Manfredini, Giuseppe Semeraro, Carolina Talon Sampieri

ideazione e regia di DANIO MANFREDINI

Cantieri Teatrali Koreja, 2/3 Maggio 2008

Virgilio Sieni Danza

SONATE BACH ESCLUSIVA REGIONALE

di fronte al dolore degli altri

Ideazione Virgilio Sieni

Coreografia e Luci Virgilio Sieni

Interpretazione

Simona Bertozzi, Ramona Caia, Massimiliano Barachini, Pierangelo Preziosa

Cantieri Teatrali Koreja, 10/11 Maggio 2008

Robabramata (Milano)

Barbara Toma

ORBATA ESCLUSIVA REGIONALE

appunti di sopravvivenza al femminile

di e con Barbara Toma

disegno e realizzazione luci Davide Arsenio

costumi Lucia Lapolla

Cantieri Teatrali Koreja, 17/18 Maggio 2008 ore 20.45

Sosta Palmizi

MERCE

progetto, coreografia ed interpretazione di Ambra Senatore.

musiche di Riccardo Senatore, Ray Charles, Brian Bellott.

luci  Silvio Bersani

durata  30 minuti

Sostenitori Danse à Lille, ALDES, Junge Hunde/Sosta Palmizi.

foto di Olimpio Mazzorana

e

ALTRO PICCOLO PROGETTO DOMESTICO

progetto, coreografia ed interpretazione di Ambra Senatore

musiche di Brian Bellott, Domenico Modugno

luci di Fausto Bonvini

ABBONAMENTI

E’ possibile scegliere di abbonarsi a tutti gli spettacoli di lecceteatro presso il Teatro Politeama :

solopoliteama

abbonamento a 11 spettacoli a posto fisso

poltronissime intero = 150 euro –

poltronissime ridotto = 130 euro

poltrone intero = 120 euro –

poltrone ridotto = 95 euro

oppure potrà abbonarsi soltanto agli spettacoli di prosa di lecceteatro (7 al Teatro Politeama e 2 ai Cantieri Teatrali):

soloteatro 7+2

abbonamento a posto fisso in poltronissima

7 spettacoli al Politeama e 2 ai Cantieri Koreja

intero: 110 euro  –  ridotto: 90 euro

oppure potrà abbonarsi soltanto agli spettacoli di danza di lecceteatro (4 al Teatro Politeama e 6 ai Cantieri Teatrali):

solodanza 4+6

abbonamneto a posto fisso in poltronissima

4 spettacoli al Politeama e 6 ai Cantieri Koreja

intero: 90 euro  –  ridotto: 70 euro

i prezzi dei biglietti al

Teatro Politeama Greco

poltronissime e I ordine: 20 euro

poltrone e II ordine: 17 euro

ridotto poltrone e II ordine: 10 euro

i prezzi dei biglietti ai Cantieri Teatrali

intero: 10 euro – ridotto: 7 euro

La nuova Stagione avrà inizio il 12 novembre  2006.

Per rinnovare il suo abbonamento presso il botteghino del Teatro Politeama, le ricordo qualora intenda confermare il posto assegnatole la scorsa stagione è invitato a recarsi presso il botteghino del Teatro dal 25 ottobre al 3 novembre (secondo le date e gli orari riportati in  allegato).

per informazioni: 0832.242000    cultura.provinciadilecce@virgilio.it

prelazione 24-25-26-27-29-30-31 ottobre ’07, 2-3 novembre ‘07

nuovi abbonati 5-6-7-8 -9-10-11 novembre 2007

vendita biglietti 9-10-11 novembre 2007  (solo Paolo Poli), 15-16 novembre 2007 (dalle 10 alle 12 – dalle 17.30 alle 20.00), 17-18-22-23-24-29-30 novembre 2007, 15-16-17 dicembre 2007, 17-18-19 gennaio 2008, 15-16-17 febbraio 2008, 15-16-17-31 marzo 2008, 1-2-5-6-7-14-15-16 aprile 2008.

Il botteghino sarà aperto dalle 17.30 alle 20 e nei giorni di spettacolo dalle 10 alle 12 e dalle 17.30 in poi.

Teatro Politeama Greco, 12 Novembre 2007

Produzioni Teatrali Paolo Poli

Paolo Poli

SEI BRILLANTI

GIORNALISTE NOVECENTO

due tempi di Paolo Poli

da Mura, Masino, Brin, Cederna, Aspesi, Belotti

regia di PAOLO POLI

Le voci di sei giornaliste si alternano e si inseguono nel gioco frizzante e imprevedibile di una narrazione caustica ma emblematica, specchio di una società in continua evoluzione.

A fare da contrappunto tra i vari drammatici episodi: le musiche delle canzoni dagli anni ’20 agli anni’80 che evocano il tabarin, l’infanzia abbandonata, la voce della Radio, il mercato nero, le saghe popolari, la ricostruzione, il mondo degli animali e i caserecci festival canori.

Le sei giornaliste del Novecento che hanno vissuto tra gli anni ’20 e gli anni ’80 sono Mura, Masino, Brin, Cederna, Aspesi, Belotti e figurano nello spettacolo di Paolo Poli con brevi racconti sceneggiati e pubblicati dalle stesse autrici in quegli anni.

Con “Perfidie” Mura la trasgressiva scrittrice degli anni ’20 trasporta lo spettatore nel chiuso di una relazione erotica tra due donne; Masino con “Fame” racconta la crisi economica del 1929 e la disperazione di un padre costretto a uccidere i propri figli.

Brin con “Visite” narra la le allucinanti miserie del dopoguerra.

La seconda parte dello spettacolo si apre con Cederna ed il suo “Lato Debole”. Il 1960 ha come protagonisti la moda e i nuovi modi di vivere visti con gli occhi di una parrucchiera.

In “Lui visto da lei” Aspesi racconta la figura dello “scapolo” nel suo vivere in rapporto alla famiglia italiana.

Belotti con “Adagio un poco mosso” presenta la figura di una vecchietta serena che, però, annega nei suoi risentimenti e nel ricordo del marito defunto.

Il filo rosso che lega i sei personaggi è una satira velenosa ma al tempo stesso elegante e piccata verso il “perbenismo” ipocrita. Le scenografie sono di Luzzati.

Teatro Politeama Greco, 19/20 Novembre 2007

(20 Novembre – spettacolo fuori abbonamento)
Teatro di Roma – Elledieffe

Compagnia di teatro di Luca De Filippo

LE VOCI DI DENTRO

“tarantella” in tre atti di Eduardo De Filippo

con Luca De Filippo, Gigi Savoia, Antonella Morea,

Marco Manchisi, Carolina Rosi

regia di FRANCESCO ROSI

«Un racconto fantastico, sospeso tra sogno e realtà, per invitare ogni essere umano ad ascoltare la propria “voce di dentro”, la voce della propria coscienza».

«Un testo che si inserisce nel «filone del fantastico eduardiano con l’ambiguo rapporto sogno-realtà, ed esprime profondamente gli umori del suo tempo, di un Paese scosso nel sistema di valori e poco fiducioso di una autentica rinascita, come se gli orrori della guerra, ancorché finita, avessero contaminato la coscienza delle persone…».

Dopo il successo di Napoli milionaria Luca De Filippo e Francesco Rosi proseguono insieme il viaggio nella drammaturgia di Eduardo. Scritto nel 1948, Le voci di dentro racconta la vicenda di Alberto Saporito e del suo strano sogno: un omicidio commesso da parte dei vicini di casa. A partire da questo avvenimento (realtà o fantasia?) si innesca l’amara riflessione sulla malvagità umana, provocata dalle ingiurie che i sospettati si scambiano.

Gli atteggiamenti degli accusati fomentano i dubbi di Alberto e soprattutto quel senso di vergogna di far parte del genere umano. Forse, di fronte a quest’umanità che non ascolta più le “voci di dentro”, quelle della coscienza, appare condivisibile l’atteggiamento dello zio Nicola, un parente che vive con Alberto: nonostante non sia muto, ha deciso di non parlare più, perché ritiene che l’umanità “abbia perduto ogni ritegno”.

[…] «Con la messa in scena di Le voci di dentro dopo Napoli Milionaria!, scrive in una nota Luca De Filippo, desidero proseguire, insieme a Francesco Rosi, il discorso teatrale sulla drammaturgia di Eduardo. Le due commedie, scritte a pochi anni di distanza (Napoli Milionaria! nel 1945 e Le voci di dentro nel 1948), segnano infatti il momento di passaggio da un Eduardo in cui è ancora viva la speranza nei grandi cambiamenti e nel recupero dei valori fondamentali, dopo il terribile dramma della guerra, ad un Eduardo in cui la disillusione ed il pessimismo prevalgono in misura crescente. È il momento in cui Eduardo passa dalla riflessione sulla società all’approfondimento dei rapporti all’interno della famiglia sempre più espressione di ipocrisia, tornaconto personale, cinismo e sempre meno di quei grandi ideali quali la fraternità, la solidarietà, la pietà, che avrebbero dovuto segnare il rinnovamento sociale ed individuale.

Le voci di dentro, esprime profondamente […] gli umori di un Paese scosso nel suo sistema di valori e poco fiducioso in una autentica rinascita;

Teatro Politeama Greco, 25 Novembre 2007

Compagnia Juan Diego Puerta Lopez

CARNE

uno spettacolo di teatro-danza nell’ambito del Progetto LATINO LATINO

Spettacolo di teatro-danza, ha debuttato con grande successo nel 2005 al Festival dei Due Mondi di Spoleto, è stato rappresentato alla prima edizione del Festival Città Sonore all’Acquario Romano e al “Giorno della Memoria” nella Provincia di Massa Carrara, riuscendo a colpire l’immaginario di critici e pubblico.

CARNE è uno spettacolo in cui non vi sono personaggi ma persone che interpretano se stessi in una condizione di precarietà e pericolo. Per rendere le emozioni e le atmosfere reali, il regista delimita lo spazio con filo spinato, costringendo gli interpreti a provare una situazione di rischio reale, come un funambolo che cammina su una corda tesa nel vuoto. Undici i quadri proposti, frammenti di un unico discorso, che lo spettatore riordinerà seguendo il filo delle sue emozioni.

La musica, parte integrante dello spettacolo, con le sue sonorità elettroniche, eseguite dal vivo, contribuisce a stimolare non solo gli interpreti ma anche l’immaginazione del pubblico. CARNE vuole essere solo un momento di riflessione sulla guerra, stimolando lo spettatore a vivere forti emozioni. Non vuole trarre alcuna conclusione prestabilita ma portare l’attenzione su una tematica che appartiene a tutti.

Teatro Politeama Greco, 2 Dicembre 2007

Ente Nazionale del Balletto – Balletto di Roma

Kledi Kadiu – Noemi Arcangeli

GIULIETTA E ROMEO

musiche di Sergej Prokof’ev

coreografie di FABRIZIO MONTEVERDE

Nell’Italia del secondo dopoguerra, assetata di passioni che rinfranchino dagli orrori del passato, lei Giulietta, diventa il simbolo di un irresistibile desiderio di sfuggire alle regole di quel mondo e dagli obblighi imposti da una condizione femminile ambigua nella sua sudditanza imposta e vittima di questa irrefrenabile voglia di emancipazione.

Romeo-Kledi (star televisiva e talentuoso ballerino), invece, è un giovane timido, introverso, solitario, totalmente aperto al desiderio e alla curiosità dell’amore vittima consapevole dell’irruenza della sua leggendaria compagna.

Così lontani eppure così vicini agli archetipi shakespeariani, cristallizzati soprattutto dalla tradizione ballettistica della partitura di Prokofiev, i due amanti immaginati dal coreografo Fabrizio Monteverde per la sua prima produzione “a serata” (creata nel 1989 per l’allora giovane Balletto di Toscana) dovevano segnare un momento importante per il teatro di danza italiano.

Per la prima volta con questa produzione si afferma una scrittura d’autore di danza originale indipendente e slegata dai riferimenti “storici”; autonoma e sicura nel mettere a fuoco dal plot (intreccio) shakespeariano che scava con “rabbiosa” ispirazione nei sentimenti e nei caratteri dei personaggi.

L’umore e l’immaginario del coreografo romano è stato fortemente influenzato da echi cinematografici (nell’ambientazione e nei costumi, al cinema neorealista di Rossellini e Visconti), da riferimenti letterari (la Governante di Giulietta ha inquietudini e fremiti che ricordano l’omonima creatura di Brancati), da citazioni di usanze e costumi nostrani: così il Ballo diventa una “vasca” da struscio cittadino, con le donne in piena “esposizione” delle proprie “mercanzie” e Giulietta morta che indossa il virginale abito da sposa dei funerali meridionali) tanto da innalzare a figure importanti, e portanti del dramma, due personaggi trattati sinteticamente da Shakespeare ma, che nella nostra cultura sono fondamentali: le madri dei due protagonisti.

Le due donne, nella riscrittura di Monteverde, assumono nel balletto una dimensione tragica assoluta e diventano i veri motori immobili della vicenda con la loro presenza ossessiva e opprimente, con i loro odi tessuti in silenzio.

Cantieri Teatrali Koreja, 13/17 Dicembre 2007

Koreja

IL CALAPRANZI

A chi toccherà stasera?

di Harold Pinter

traduzione di Alessandra Serra
regia di Salvatore Tramacere
con Angela De Gaetano, Maria Rosaria Ponzetta, Fabrizio Pugliese, Fabrizio Saccomanno

Attraverso linguaggi periferici e invenzioni sceniche, ci si misura con un testo che ben si adatta alla nostra contemporaneità inquieta, spiata, telecomandata a tal punto da insidiare e minacciare l’individuo stesso. Un luogo astratto è abitato da due figure femminili, doppi astratti di Ben e Gus, enigma di forza e fragilità, crudeltà e sottile comicità. Le attese, la noia si fanno movimento, corpo che danza in un vortice da musical noir. Poi si spia un’altro luogo, questa volta più realistico. Due letti in un “buco” di stanza, dove i due aspettano i comandamenti di un’azione criminale, istruzioni senza significato. Aspettano, dialogano nel loro linguaggio dialettale, calabrese Ben, duro ed essenziale, salentino Gus, stupito e tormentato: un’attesa riempita di parole, un dialogo teso e scattante dove i silenzi contano quanto le battute. Il Calapranzi continua a sfuggire alle maglie di un teatro di genere, ponendo interrogazioni senza tempo che risuonano tra le mura di un sottosuolo. “A chi toccherà stasera”?

Teatro Politeama Greco, 18 Dicembre 2007

Gli Ipocriti

Giovanni Esposito – Mimmo Esposito – Ernesto Lama

L’ALBERGO DEL SILENZIO

DEBUTTO REGIONALE

di Eduardo Scarpetta

con TONINO TAIUTI e la partecipazione di SIMONA MARCHINI

regia LORENZO SALVETI

Classica commedia degli equivoci dai toni brillanti e dalle trovate esilaranti, l’opera di Scarpetta narra le disavventure di Felice, che vuol tentare la sorte con la propria vicina di casa portandola all’Albergo del silenzio, così detto per la complessa organizzazione che rende possibile fare di tutto indisturbati. Ma la fama di quel luogo è sinistra, vi abiterebbero gli spiriti. Quando il marito della donna viene incaricato di periziare lo stabile per zittire tali dicerie, la gran confusione che ne segue è paradossale, ma tra colpi di scena ed equivoci caso, fortuna, furbizia si intrecceranno in una sorta di “miracolo” che risolverà la faccenda.

Teatro Politeama Greco, 20 Gennaio 2008

Just in Time Management

Rossana Casale

CIRCO IMMAGINARIO

“È un concerto vestito, ambientato sul piazzale che sta dinanzi a quel piccolo grande circo che è il nostro cuore bambino”

Il nuovo progetto di Rossana Casale è un incontro fra poesia e musica, profondità e leggerezza. Circo immaginario non è soltanto il suo nuovo album. È una rilettura sonora dell’omonimo libro di Sara Cerri, pubblicato da Fabbri. Dopo tre anni dedicati al jazz con il Tour Billie Holiday in me, Rossana Casale porta in scena, in concerto, il suo ultimo lavoro Circo Immaginario, 14 brani cantati e 6 strumentali, una colonna sonora caratterizzata da memorabili melodie che hanno i suoni dei Balcani e dei Paesi dell’Est, di musiche struggenti musicate intorno ai bivacchi tzigani, la sensualità del tango e delle milonghe argentine, la vena lirica della musica brasiliana condite da una buona dose di swing.

La Casale ha riunito attorno a sé: Marco Posani, autore teatrale e televisivo, che offre alla stessa Rossana piccoli aneddoti sulla vita di alcuni fra i grandi e folli artisti di strada del passato attingendo a sua volta da repertori famosi (Fellini, Rodari) o scrivendo tra realtà e fantasia; Francesco Scandale, con maestria plasma stoffe e stelle luccicanti e immette Rossana sulla strada volante del circo povero; Graziella Pera, che sottolinea con i suoi costumi e la sua esperienza teatrale il sogno in bianco e nero dei cinema nei racconti di Calvino e, non ultima, Rossana vuole con sé una nuova piccola orchestra di musicisti di estrazioni musicali diverse, dall’etno al jazz, al classico, per portare l’ascoltatore a immergersi nelle atmosfere circensi e tornare con lei alle note di quei brani che hanno scandito il suo percorso musicale (Ritorna tutto al tempo, Brividi, Destino, Salgari, A che servono gli Dei).

Il prodotto è una scena suggestiva, uno spettacolo “tra musica e teatro” dove “le emozioni si rincorrono in un susseguirsi di quadri di luci e colori”.

Museo Castromediano, 11/17 Gennaio 2008

Compagnia T.P.O.

coproduzione /Teatro Metastasio Stabile della Toscana

I GIARDINI

CCC [children cheering carpet]

Regia Francesco Gandi, Davide Venturini

Il Giardino Italiano

Il giardino italiano è un luogo di meraviglie e rappresenta l’ideale di armonia e natura tipici della cultura rinascimentale. Lo scopo della sua bellezza potrebbe essere letto come semplice intrattenimento aristocratico, ma lo stupore suscitato nel visitatore rivela progetti più ampi. E’ il sogno di un poeta che immagina, per il piacere del corpo e dello spirito, un mondo ideale in miniatura e lo realizza insieme ad architetti e giardinieri inventando un gioco elaborato di prospettive e allegorie. I labirinti e i parterre di bosso, le statue, le composizioni floreali, i flutti d’acqua, le pietre policrome e gli anfratti più nascosti raccontano storie, sussurrano canzoni e ci immergono in un sogno. Questo è un palcoscenico nel quale architetto, giardiniere e poeta creano una sorta di drammaturgia dello sguardo, qui lo spettatore prova il piacere di perdersi e ritrovarsi come se stesse vivendo all’interno di un poema immaginario. La natura è chiamata a realizzare un luogo ameno, un desiderio amoroso, intimo, divertente e allo stesso tempo celebrativo, nel quale protagonisti assoluti sono la bellezza e l’arte di rappresentare i sentimenti attraverso lo spazio e le forme. Nello spettacolo due danzatrici accompagnano il pubblico in cinque ambienti diversi – il giardino delle ombre, il labirinto, il teatro di verzura, il giardino notturno, il teatro d’acqua – e ci introducono alle meraviglie di un mondo nascosto. Il loro danzare nell’erba, il loro interagire con le geometrie classiche del giardino italiano, crea tanti piccoli siparietti in cui i personaggi si muovono come putti scherzosi. Il pubblico (ragazzi e adulti) potrà entrare e giocare in questo “giardino sensibile”, composto da un tappeto bianco sul quale vengono proiettate immagini animate.

Il Giardino Giapponese

CCC è una azione teatrale che propone un itinerario all’interno di ambienti virtuali ispirati al giardino giapponese. Il giardino giapponese è in sé una forma di racconto. I laghi, le pietre, i sentieri, i “passi perduti”, il giardino zen e gli altri scenari collegati seguono un’idea artisitca codificata, mirata a ricostruire artificialmente un paesaggio ideale. CCC è composto da cinque piccoli giardini “sensibili”, ognuno dei quali propone una esplorazione a volte individuale a volte in gruppo: un prato, un lago, un ponte, i fiori, il mare. Ciascuno di questi ambienti sviluppa un’azione teatrale interattiva basata sul rapporto percettivo e ludico con gli elementi naturali. I giardini, composti da immagini proiettate dall’alto su di un tappeto bianco corredato da sensori a pressione, si aprono, suggeriscono giochi, creano un contatto dinamico, comunicano in forma di poesia visiva attraverso immagini e suoni animati in tempo reale. Al pubblico (ragazzi e adulti) viene lasciata ampia libertà nel trovare il proprio approccio al gioco o all’esplorazione. Non ci sono regole, tempi o modalità interpretative rigide. CCC è un ambiente digitale pensato per dare valore teatrale al racconto, al movimento e all’azione spontanea.

CCC E’ un posto speciale dove conoscere alcune meraviglie del giardino giapponese. All’inizio un’attrice accoglie i ragazzi e racconta una breve storia sull’origine del giardino giapponese poi invita il pubblico ad entrare nello spazio scenico. I ragazzi si siedono intorno ad un grande tappeto bianco. Su questo tappeto interattivo un danzatore danza e, passo dopo passo, apre cinque giardini: il giardino delle ninfee, il giardino d’erba, il giardino del ponte che suona, il giardino dei fiori e il giardino del mare. Il tappeto si anima di suoni e immagini grazie a dei sensori sottilissimi che reagiscono alla pressione dei piedi o del corpo. Quando il danzatore finisce la sua danza, invita i bambini ad osservare questo ambiente sensibile dove si entra piano e in silenzio. Qui i ragazzi, a volte da soli, a volte in piccoli gruppi, esplorano lo spazio, cercando loro stessi le immagini, i suoni e le sorprese che i giardini nascondono. Muovendosi i ragazzi creano delle piccole danze, partecipano ad un viaggio immaginario e vivono un’ intrigante esperienza estetica.

Il Giardino dipinto

Il giardino dipinto è un giardino creato dal pittore Rebwar Saeed in cui si incontrano e si inseguono i colori del paesaggio naturale curdo e le forme sinuose del giardino islamico. In questo spazio arabeggiante il pittore invita il pubblico ad entrare in un giardino attraverso quattro porte, ognuna delle quali conduce in una zona dedicata ad un colore ed un elemento diverso. Il giardino giallo (di terra), il giardino blu (d’acqua), il giardino verde (di foglie), il giardino rosso (dell’amore). L’azione teatrale termina nel “giardino dei giochi d’acqua”. In questo viaggio i bambini esplorano i colori, la materia, l’uso delle forme e dello spazio, la bellezza dei giardini immaginari di Rebwar. Sulla scena

due danzatrici creano delle coreografie all’interno dei diversi paesaggi, ognuno dei quali contiene un ambiente di gioco animato che il pittore propone ai bambini. L’esplorazione prosegue per quadri e le danzatrici invitano il pubblico ad entrare nei giardini e qui, pietre, terra, piante, fiori, acqua, animali suggeriscono una relazione teatrale che permette al giardino di crescere e svilupparsi. In questo scenario tecnologicamente sofisticato il pubblico è invitato ad interagire e vivere in modo leggero ed istantaneo un’esperienza teatrale basata su di un rapporto “tattile” con le immagini e i suoni. I giardini propongono un’esperienza estetica e sensoriale, laddove i giochi correlati al tappeto sensibile rappresentano metafore delle relazioni tra bambini, approfondiscono il rapporto tra sé e gli altri, aiutano a sviluppare l’approccio primario al teatro, al movimento ed al contatto ludico con le arti.

CCC il tappeto interattivo è allestito all’interno di uno spazio scenico a pianta centrale progettato dal Tpo in collaborazione con Martin von Gunten e Rossano Monti per la realizzazione di azioni teatrali con dinamiche interattive. La scena è composta da un tappeto da danza bianco, un videoproiettore che invia dall’alto immagini animate e un sistema di 32 sensori (nascosti sotto il tappeto) che reagiscono ad impulso sincronizzando suoni e immagini. Sul tappeto vengono creati paesaggi virtuali attraverso lo sviluppo di giochi ed azioni individuali o di gruppo. Entrando in questo spazio scenico è possibilecreare composizioni musicali, attivare immagini ed altri eventi complessi attraverso il movimento e la pressione sui sensori.

Teatro Politeama Greco, 18 Febbraio 2008

Gli Ipocriti
Isa Danieli
MADRE CORAGGIO E I SUOI FIGLI
di Bertolt Brecht – traduzione di Roberto Menin
drammaturgia di Antonio Tarantino

regia CRISTINA PEZZOLI

La voglia di mettersi continuamente in discussione e di tentare nuove strade è il carattere distintivo di Isa Danieli, attrice profondamente radicata nella tradizione, ma, nello stesso tempo, musa ispiratrice della nuova drammaturgia napoletana.

Sotto la guida di Cristina Pezzoli, che l’ha già diretta con successo ne La Celestina di Fernando De Rojas, in Filumena Marturano di Eduardo De Filippo e in Tomba di cani della giovanissima Letizia Russo, Isa Danieli si misura con uno dei capolavori brechtiani più rappresentati e discussi, Madre Coraggio e i suoi figli.

Centrato sulla figura della vivandiera Anne Fierling, durante la Guerra dei Trent’Anni, questo dramma ha rappresentato, fin dalle sue prime rappresentazioni, un campo d’indagine e di proiezioni spesso contrastanti sul valore simbolico della protagonista e del testo.

Un’opera di grande attualità, in un momento come quello presente, in cui la maggior parte delle guerre si combattono per motivi economici.

“Il vincolo di un testo, di ogni testo – dichiara Antonio Tarantino, autore della traduzione – non è la sua assoluta necessità, in ordine alle parole con le quali è stato creato come congegno espressivo, ma è la sua fatalità, ovvero il suo destino, la sua fortuna. Lo stesso autore avrebbe potuto riscrivere “la cosa” in cento modi differenti. E in ciò risiede l’infinitezza di un testo, di tutti i testi”.

“La guerra è solo la continuazione degli affari con altri mezzi, ma i grandi affari non li fanno la povera gente, e nella guerra le virtù umani diventano mortali” (Bertolt Brecht).

Teatro Politeama Greco, 18 Marzo 2008

AGR Associati

WHY….

BE EXTRAORDINARY WHEN YOU CAN BE YOURSELF

Scritto da Daniel Ezralow e Arabella Holzbog

danzatori Erin Elliot, Marcus Bellamy, Djassi Da costa Jhonson, Santo Giuliano, Tyler Gilstrap, Anthony Heinl, Jeremy Hudson, Roberta Miolla, Rian Novak, Jessica Villotta

light designer Marco D’Andrea, video artist Noise_video Michele Fuccio, spark digital entertainment Francesco Pagli, network  Michele Torresan, costumiste Elena Mazzoli – Alessandra Robbiati, consulente musicale Marco Iannelli musiche The Beatles, Big Bad Voodoo Daddy, Cherry Poppin’Daddies, Ludovico Winaudi, Lessley Gore, Gorillaz, Buddy Guy & Wellws, David Lang, Alanis Morissette, Le Mystère des Voix Bulgares, Sigur Ròs, U2, Vangelis, Thom Willems

diretto e coreografato da Daniel Ezralow

«Guarda. Ascolta. Pensa. Fai. Non nascondetevi dietro la vostra tecnica: la tecnica non è un fine, ma un mezzo per esprimervi».

Daniel Ezralow è un artista dotato di una sensibilità capace di guardare e analizzare il mondo da osservatorio privilegiato. Sa cogliere le sfumature più pure e delicate della realtà che lo circonda. È una persona che con i suoi movimenti, le sue coreografie “comunica” messaggi che nascono dal vivere la vita reale, che si sviluppano fino ad assumere una vita propria nell’arte. Il coreografo parte da una semplice (geniale) intuizione: perché essere straordinari quando si può essere (straordinariamente) se stessi?

L’arte nasce nel quotidiano nutrendosi di e da esso. Ogni espressione della vita quotidiana è danza: ogni singolo movimento, ogni sussulto, possono diventare esteticamente “belli” e circondarsi di “magia”.

Ezralow con “Why… be extraordinary you can be yourself” mette in scena la gioia, la follia e il dolore che rendono vivi e unici. Attraverso la danza si rappresenta la forma d’arte più istintiva e ancestrale in cui le idee si sovrappongono e si fondono alle occasioni che diventano scelte e materializzano la vita di ognuno. La “normalità” è il concept del nuovo spettacolo di Daniel Ezralow: il voler essere sé stessi per scelta. Un valore talmente semplice da diventare raro. Un concetto talmente ovvio da rischiare di essere dimenticato.

La A.G.R. Associati, realtà produttiva operante ormai da più di vent’anni nel panorama internazionale e che vanta tra gli artisti rappresentati nomi del calibro di Mikail Baryshnikov e David Parson, ha voluto rendere la danza un genere accessibile al grande pubblico. Ha sancito un’inedita quanto emozionante collaborazione con Fascino PGT, produttore del popolarissimo talent show tv “Amici”. L’incontro con i ragazzi, il loro entusiasmo e la loro sincera emozione di poter condividere per un giorno lo studio televisivo con una delle menti più geniali della danza contemporanea, ha convito Daniel ad accettare la collaborazione con il programma televisivo, scegliendo giovani allievi di talento: Marcus, Erin, Tyler, Ryan, Djassi, Santo, Roberta, Agata, tanto per citarne alcuni, da inserire stabilmente nella sua compagnia di professionisti internazionali. Da questa sinergia è nato uno spettacolo assolutamente innovativo, dal grande impatto visivo generato dalle moderne tecnologie scenografiche, la cui espressività è frutto della ricerca e dell’inedita sperimentazione tra tecniche diverse e stili contrapposti, in linea con le tendenze più forti della cultura contemporanea mondiale.

Teatro Politeama Greco, 27 marzo 2007

EVENTO SPECIALE IN FUORI ABBONAMENTO

SALVATORE DELLA VILLA

BESTIARIO SALENTINO

Selvaggi d’Amore di Morte Poeti

Regia di Salvatore Della Villa

Teatro Politeama Greco, 3 aprile 2008 ESCLUSIVA REGIONALE

AterBalletto

ARIOSTO

(Titolo provvisorio)

Coreografie di Mauro Bigonzetti

Ludovico Ariosto è, a parere di quasi tutta la critica che lo riguarda, un autore estremamente contemporaneo e vicino ai giorni nostri, per l’attualità e modernità dei temi affrontati nelle sue opere.

L’Orlando Furioso, che per lungo tempo è stato considerato un’opera sulle istituzioni cavalleresche, solo  successivamente è stato compreso per la sua vera natura, cioè per il pensiero moderno del poeta nei confronti della vita e dell’uomo: l’amore, la guerra, la precarietà della ragione sono solo alcuni degli argomenti fondamentali che l’Ariosto qui affronta, utilizzando il tema viaggio come sfondo e cornice allo stesso tempo, in maniera profondamente simbolica.

Anche nelle Satire, analogamente, la vita di corte e la quotidianità rappresentano per l’autore il pretesto letterario per affermare la propria libertà intellettuale e politica.

La serata di Aterballetto dedicata all’Ariosto più che ripercorrere le opere dell’autore in senso narrativo, intende reinterpretarne i temi e il pensiero visionario, un pensiero, come dicevamo, profondamente attuale.

Le coreografie di Mauro Bigonzetti e Walter Matteini,  che compongono la serata, traggono ispirazione dalla capacità del pensiero di Ludovico Ariosto di trascendere i confini temporali e geografici.

Nessuno spazio per il racconto e la narrazione. La sfida per i coreografi, è quella di creare suggestioni in grado di fare rivivere l’autore – oggi – oltre il suo valore letterario, andando verso la riscoperta dello spessore politico in senso lato, ma anche e prima di tutto, di quello umano ed esistenziale del poeta.

Il filo rosso che lega le coreografie è la trasposizione temporale, il viaggio nella sua valenza simbolica che assume due connotazioni differenti; si tratta del pensiero politico e civile dell’uomo nella società, ma anche della passione, della pazzia e del conflitto interiore: è’ la condizione dell’essere umano nel ‘500 come di oggi.

Le due coreografie vivono di identità propria e nascono autonomamente, ma saranno presentate in un contesto unitario come in un continuum. Il legame tra esse non sarà solo concettuale, ma riconoscibile dal pubblico: un immaginario vaso comunicante trasporterà lo spettatore dall’una all’altra interpretazione.

Matteini ripercorrerà da alcuni temi delle Satire, nella loro attualità, nei temi e nei contenuti, ma anche nella scelta di porsi delle domande piuttosto che esporre il proprio punto di vista, quasi con l’intenzione di gettare provocazioni sulle quali riflettere.

Il lavoro di Mauro Bigonzetti, invece, prenderà spunto da episodi dell’Orlando Furioso particolarmente interessanti per un coreografo contemporaneo: l’esplorazione dell’esistenza stessa dell’uomo di ogni tempo. L’amore, la guerra, la precarietà della ragione, la follia, il conflitto eterno, la contraddizioni, dentro e fuori di sé.

Sarà un viaggio temporale, ma anche spaziale, che darà risalto all’universalità di questi temi.

Come non è casuale il fatto che l’Ariosto sia uno dei letterati italiani più studiati all’estero, anche la scelta musicale per questo lavoro è volutamente eclettica: Weber, Shostacovic, Verdi, Handel.

La dimensione locale, ancora una volta, sconfina verso una dimensione immensamente più grande, dove ciò che è specifico, particolare,  non ha più importanza.

Come qualcuno ha detto “….Forse l’Ariosto è più vicino a noi di quanto si possa immaginare”

Teatro Politeama Greco, 8/9 Aprile 2008 (9 Aprile – spettacolo fuori abbonamento)

ERT Emilia Romagna Teatri –  Compagnia Pippo Delbono
Pippo Delbono
QUESTO BUIO FEROCE

ESCLUSIVA REGIONALE
ideazione e regia di PIPPO DEL BONO

con

Pippo Delbono, Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Raffaella Banchelli, Bobò, Margherita Clemente, Lucia Della Ferrera, Ilaria Distante, Gustavo Giacosa, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Pepe Robledo

Le suggestioni che innervano l’ultima produzione di Pippo Delbono affondano la propria lama nell’isolamento e nell’incapacità di comunicare degli uomini, nella loro solitudine e in quella distanza incolmabile che li separa. Ci sono corpi -non identità- che, al ritmo di un cuore che batte, attraversano una stanza bianca tagliata da fasci di luce, fendendo quel buio che nella vicinanza non li fa sentire stretti dal medesimo destino. Le fascinazioni questa volta giungono dalla poesia di Emily Dickinson, dalla pittura drammatica del Caravaggio, dai corpi torturati di Botero, da Frida Kahlo la pittrice messicana che dipingeva la sua carne ferita e dal Pasolini di Salò che con quel suo film sacro indagò la bestialità dell’essere umano. Corpi dalla naturalità informale, pulsanti di vita si perdono tra racconti e silenzi, urlano o sussurrano parole, al limite delle lacrime per parlare ancora una volta d’amore e di quei fiori che dalle ferite nascono. Uno spettacolo che dichiara la luce, dopo aver attraversato un buio profondo e feroce.

Teatro Politeama Greco, 17 Aprile 2008

Mairie de Toulouse et École de cirque le Lido

DonPasta. Selecter
IN THE FOOD FOR LOVE

ESCLUSIVA REGIONALE

Spettacolo di cucina, musica e noveau cirque

ideazione di Donpasta. Selecter

con la Compagnie Food Sound Circus

regia di Donpasta.Selecter e la Compagnie Food Sound Circus

Produzione Mairie de Toulouse / École de cirque “Le Lido”

Sotto un tetto di stelle, un narratore, quasi un griot, parla di gastronomia per raccontare la storia del Mediterraneo, tra il Salento, la Spagna e Toulouse. Un gruppo di musicisti lo accompagna mentre giocolieri e acrobati preparano la tavola. Nel suo mondo la cucina è il momento degli affetti, del cucinare per se stessi e per gli altri. E’ il tempo dei pensieri solitari che si nascondono dietro gesti pazienti e profumi intensi.

In the food for love non è uno spettacolo di cucina, ma uno spettacolo che ruota attorno ad essa, come luogo sociale, punto di incontro di storie e persone, in quella porta sempre aperta per ricevere ospiti ed amici, tra grandi tavole imbandite per tanta gente.

Quattro storie si intrecciano attorno ad un fuoco ed una grande tavola imbandita mangiando una ratatouille cucinata in scena, piatto simbolo del Mediterraneo, semplice e saporito, presente con nomi diversi in tutte le gastronomie nazionali. Un amante di Picasso alla ricerca di Guernika assieme ad un esule spagnolo, due amanti tra Parigi ed infiniti treni per incontrarsi a metà strada, un viaggiatore solitario che parte dall’Italia per andare in giro per il mondo con la sua auto piena di conserve, un africano che abbandona la sua terra tra speranze e tristezza.

Il circo diviene strumento di sovversione provocatoria e poetica dei luoghi di cucina, in una trasformazione della realtà, che rinasce sotto altre forme, attraverso un movimento di immagini, suoni e parole. Una patata ed una cipolla come strumenti di giocoleria. Una tavola imbandita come tappeto per acrobazie gastronomiche. La cucina diventa così un mondo apparentemente senza funzione e senso in una formula matematica che non ne rispetta le regole, dove l’insieme degli elementi disaltera la legge, ed uno più uno che fa più di due e dove immaginazione e fantasia  costituiscono la scansione del tempo.

In the food for love è una elegia alla assoluta perdita di tempo, in una rivoluzione disutile, che non produce niente ma crea, in una commistione di circo, cucina, musica e cinema.

“In The Food For Love”  va lasciato cuocere per giorni e notti e poi servito caldo, accompagnato con un buon vino rosso.

DON PASTA

Don Pasta selecter è un dj-economista, appassionato di gastronomia. Il suo primo progetto, “Food sound system” è divenuto un libro, edito da feltrinelli, e uno spettacolo multimediale, ancora in tournée in Italia, Francia e Spagna. Ha partecipato ad importanti eventi, come all’Auditorium di Roma, a Slow Food on film, alla Città del Gusto del Gambero Rosso, a Taste di Pitti immagine a Firenze, al “Mercatino del Gusto” di Maglie o alla Notte Bianca di Napoli. Scrive regolarmente per Week-end viaggi, Alias e per Left Avvenimenti e collabora con l’Università del Gusto di Slow Food e collabora con Smemoranda, l’Università del Gusto di Slow Food e il Gastronauta. Attualmente vive a Toulouse dove prepara presso l'”Institut de recherche agronomique” il suo dottorato in economia su “Slow food e lo sviluppo sostenibile di un territorio”.

Cantieri Teatrali Koreja, 26/27 Aprile 2008

Emilia Romagna Teatro Fondazione – CTB Teatro Stabile di Brescia

Danio Manfredini

IL SACRO SEGNO DEI MOSTRI

con Simona Colombo, Cristian Conti, Afra Crudo, Vincenzo Del Prete,

Danio Manfredini, Giuseppe Semeraro, Carolina Talon Sampieri

ideazione e regia di DANIO MANFREDINI

Il sacro segno dei mostri indaga il mondo e l’atmosfera del disagio psichico, tema caro a Danio Manfredini che per anni ha insegnato pittura in una casa di cura di Milano per malati psichici. I sentimenti, le sensibilità di alcune di queste figure, sono il fulcro di questa creazione.

“Fu intorno ai trent’anni che entrai a lavorare come conduttore dell’atelier di pittura presso una comunità psichiatrica nata a seguito della Legge 180 che prevedeva il superamento della vecchia istituzione manicomiale. Entrai in quel contesto con l’attenzione di chi entra nella foresta. Non si trattava di confrontarsi con belve feroci ma con esseri umani imprevedibili, fragili e vulnerabili. Provavo soggezione, timore e attrazione. Ogni paziente con cui venivo a contatto era un mondo unico, misterioso. Stavo in ascolto, parlavo poco, capivo che dovevo fare attenzione a come mi muovevo nello spazio, imparavo a essere presente senza invadere. Ho lavorato dodici anni con quelle persone; mi sono licenziato da otto. Lasciare la comunità fu difficile e in qualche modo lacerante. Nel corso di quegli anni avevo scritto diversi appunti, stralci di conversazioni con loro, accadimenti particolari. Ho rovistato nei quaderni in cerca di queste tracce. Questi frammenti sono stati il punto di partenza per il lavoro con gli attori, insieme a foto, qualche video, e soprattutto i miei racconti”.

Danio Manfredini

Cantieri Teatrali Koreja, 2/3 Maggio 2008

Virgilio Sieni Danza

SONATE BACH ESCLUSIVA REGIONALE

di fronte al dolore degli altri

Ideazione Virgilio Sieni

Coreografia e Luci Virgilio Sieni

Interpretazione

Simona Bertozzi, Ramona Caia, Massimiliano Barachini, Pierangelo Preziosa

Sono 11 coreografie che deflagrano nel gesto del dolore e della pittura, e ci rammentano altrettanti avvenimenti tragici accaduti nei conflitti recenti: Sarajevo, Kigali in Rwanda, Srebrenica, Tel Aviv, Jenin, Baghdad, Istanbul, Beslan, Gaza, Andijan, Kabul.

11 date emblematiche raccolte intorno agli 11 brani che compongono le 3 Sonate di J.S.Bach. Fotografie di corpi che si diluiscono attraversando la dinamica e la figura, cercando un approccio irrisolvibile all’orrore.

La danza qui afferma lo sforzo di evocare da queste macerie di esistenza una bellezza impossibile e paradossale, da cesellare con lo strumento etico e politico per eccellenza: il gesto. L’attenzione torna quindi alla questione del corpo, al suo significato, alla sua complessità e attualità.

La sola risposta che si offre è ancora quella rivolta allo sguardo del pittore del ‘300: la sublimazione della tragedia nella trasfigurazione artistica senza commento, che  coinvolge insieme l’umano e il sacro, il singolare e l’universale.

Le 11 danze che si succedono hanno l’aspetto di ballate; allo stesso tempo sono una continua dedica in memoria, riferita agli eventi che segnano iconograficamente il tessuto coreografico.

Cantieri Teatrali Koreja, 10/11 Maggio 2008

Robabramata (Milano)

Barbara Toma

ORBATA ESCLUSIVA REGIONALE

appunti di sopravvivenza al femminile

di e con Barbara Toma

disegno e realizzazione luci Davide Arsenio

costumi Lucia Lapolla

orbare

v. tr. lett. (ind. pr. òrbo) [sec. XIII; dal latino orb re, da orbus, privo]. a

1) Privare per sempre, specialmente di parenti o di persone care: una sventura l’aveva

orbato dell’amico. 2) Ant., accecare

sopravvìvere

v. 2ª intr., irr. (Ind. pres. sopravvìvo; per la coniug. completa V. vìvere; aus. essere)

1) continuare a vivere dopo la morte di una persona a cui eravamo molto legati o dopo una

grave sventura

2) continuare a vivere in un ambiente ostile alla vita, adattarsi a nuove condizioni di vita

3) riuscire ad ottenere il minimo indispensabile per vivere

4) non essere schiacciato dalle difficoltà o, più spesso, dalla concorrenza di coloro che

svolgono la stessa attività

5) Fig., restare nel ricordo, nella fama: continuare a esistere

6) conservare il proprio valore, la propria attualità col passare del tempo.

Senza fine, senza inizio, senza luogo

Senza passato né futuro

Anima arida, corpo inutile, cuore avvizzito, senza bussola

donna

Né madre né figlia,

solo barbara

adesso orfana

e un autentico e assurdo senso di libertà mi pietrifica.

Cantieri Teatrali Koreja, 17/18 Maggio 2008 ore 20.45

Sosta Palmizi

MERCE

progetto, coreografia ed interpretazione di Ambra Senatore.

musiche di Riccardo Senatore, Ray Charles, Brian Bellott.

luci  Silvio Bersani

durata  30 minuti

Sostenitori Danse à Lille, ALDES, Junge Hunde/Sosta Palmizi.

foto di Olimpio Mazzorana

Ciò che conta e motiva sono la persona, l’incontro, l’ascolto, l’elaborazione.

Ad un certo punto, però, ci si trova a confrontarsi con il commercio: tutto pare diventare merce. E allora, qui propongo l’esposizione dell’artigianato; come in un catalogo promozionale. Merce è uno spettacolo contenitore, l’idea nasce come scherzo pacatamente provocatorio: un catalogo dal vivo dove presentare spezzoni di spettacoli, con la frustrazione che ciò comporta, sia per me, sia per chi si trova a guardare brandelli fuori contesto. Ne è movente l’osservazione del fatto che una grande parte dell’impegno che un giovane coreografo si trova ad affrontare non riguarda direttamente la creazione, ma la promozione: Accade di sentirsi scomodamente un venditore che deve saper presentare la propria mercanzia. Ciò che mi interessa è il lavoro creativo – sul nostro esistere, sul corpo, su un movimento che vorrei portatore di senso, sulla presenza, sull’azione, sull’ascolto, sulla relazione con chi collabora ad un progetto e, in seguito, con gli spettatori  Il tema del mercificarsi, dell’offrirsi come oggetto, mi è, anche mio malgrado, caro; emerge spesso quando lavoro: quindi, se Merce lo esplicita dichiaratamente, tale tema è presente, più o meno evidentemente, anche nei diversi pezzi citati in questo spettacolo.

ALTRO PICCOLO PROGETTO DOMESTICO

progetto, coreografia ed interpretazione di Ambra Senatore

musiche di Brian Bellott, Domenico Modugno

luci di Fausto Bonvini

progetto, coreografia ed interpretazione di Ambra Senatore

musiche di Brian Bellott, Domenico Modugno

luci di Fausto Bonvini

durata: 18 minuti

In cucina con uova e cipolla.

Senza ricetta, con alcuni ingredienti scelti, con altri da individuare vorrei proporre un punto di vista, essere semplice, modificando un poco le distanze da eventi consueti.

Altro piccolo progetto domestico è il secondo quadro di un dittico -primo quadro è EDA-solo del 2004 – che esplora con il corpo l’intimità della solitudine e il desiderio, spesso maldestro, di incontrare l’altro.

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