Vitigliano organizza la Sagra della cucuzzata

In Salento, le usanze antichissime si mantengono invariate fino al giorno d’oggi. Queste usanze, insieme allae tradizioni culinarie, subirono delle variazioni nel corso dei secoli, soggiacevano ad adattamenti allo spirito del tempo ma, né la religione, né la politica, riuscirono a cambiarle completamente o a cancellarle.
Piatti tipici di Vitigliano del passato, sono quelli della cosiddetta cucina povera: povera per gli ingredienti usati a partire dalle farine poco raffinate e quelle d’orzo, meno costosa di quella di grano; povera per l’uso di verdure coltivate e selvatiche che la terra salentina può offrire, insieme con gli altri prodotti della terra come le lumache; povera per l’impiego di pesce azzurro, oggi rivalutato ma un tempo l’unico pesce che la popolazione poteva permettersi.

Nonostante la povertà di ingredienti la cucina salentina è ricca di fantasia. Questi servivano alla preparazione di piatti che oggi sono diventati ricercatissimi per la loro bontà e l’equilibrio dei sapori. La fantasia domina soprattutto nei dolci che risentono dell’influenza del mondo orientale: la presenza di ingredienti quali le mandorle, del miele e della cannella è tipica di molte regioni del vicino oriente e delle coste del mar Mediterraneo.
La fantasia domina anche nel semplice pane, che a Vitigliano diventa la cucuzzata, una gustosissima focaccia impastata con zucchine, olive nere in salamoia, pomodoro, peperoncino, olio d’oliva. La cucuzzata è una specialità originaria di Santa Cesarea Terme e dei paesini del suo hinterland, soprattutto di Vitigliano, che ogni anno le dedica questa affolata sagra.
I contadini usavano la cucuzzata come piatto unico, da preparare e consumare velocemente durante il poco riposo della pausa pranzo, nel lungo e duro lavoro dei campi.

Farina di grano duro, zucchine, cipolle, olive nere in concia, pomodorini, olio dei frantoi salentini, peperoncino, origano, acqua e sale: questi gli ingredienti della cucuzzata. Sostanzialmente si prepara un trito con la zucchina, le cipolle e i pomodorini, si unisce alla farina e, aggiungendo l’olio, e si amalgamno tutti gli altri ingredienti e l’acqua fino ad ottenere un impasto piuttosto omogeneo. Trascorsa qualche ora, si rimpasta  fino a renderlo perfettamente liscio, omogeneo ed elastico. A questo punto i cuochi esperti di Vitigliano staccheranno dei pezzi di pasta di duecento-trecento grammi, formeranno dei panetti e davanti agli occhi dei visitatori li metteranno nei forni a legna ben caldi per una ventina di minuti. Poi li serviranno su stand appositamente allestiti, al centro del paese.

Oggi Vitigliano dedica questa sagra intera alla cucuzzata. La sagra della cucuzzata, trova le sue radici in vecchie feste dedicate alla fertilitá. A raccolto avvenuto si riteneva doveroso festeggiarne l’abbondanza.  É tradizione ancora oggi festeggiare abbondantemente, perciò sugli stand della sagra a Vitigliano, saranno presenti acnhe tanti piatti tipici del Salento: interiora di agnello con cui realizzano involtini dal sapore deciso e prelibato, pasta cucinata con i legumi che viene fritta in olio d’oliva, spezie della macchia mediterranea per insaporire le preparazioni: la salvia, il rosmarino, il timo, la maggiorana e la menta.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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