Vivere la Festa di San Pantaleone a Martignano

Molte festività sono state abolite agli effetti civili, nel tempo, soprattutto nel corso del secolo scorso. Ad esempio, dal 1977 sono state abolite le feste di S. Giuseppe (19 marzo) e dei SS. Apostoli Pietro e Paolo (29 giugno; rimasta solo per il comune di Roma). Le feste dell’Ascensione e del Corpus Domini sono state spostate alla domenica successiva.
Ma a Martignano, resta invariata una delle più belle e sentite feste religiose, quella dedicata a San Pantaleone.
Nel 1718 il Santo salvò Martignano da un tremendo uragano e tale evento solennizzò la devozione dei martignanesi nella festa dell’uragano, che si tiene il 16 novembre di ogni anno, che vede l’accensione di una “focara” (un grande falò), in memoria dello scampato pericolo.
La festa del 27 luglio 2012 in onore del santo, invece ricorda la morte stessa di San Pantaleone; S. Pantaleone fa parte di quella numerosa schiera di martiri cristiani vissuti all’epoca dell’imperatore romano Caio Valerio Massimiano, tristemente famoso per la ferocia con cui perseguitò i cristiani; l’immenso bagno di sangue non risparmiò neanche Pantaleone, un giovane medico di Nicomedia, avviato al cristianesimo da un suo maestro di nome Ermolao: la sentenza fu eseguita il 27 luglio del 305, mediante decapitazione.
La festa religiosa celebrata a Martignano rappresenta, per i fedeli, un momento in cui si ricorda un avvenimento particolare o un particolare momento della vita del Santo. Il termine festa non deve infatti far pensare che questa ricorrenza sia felice: ricorda infatti la morte di Pantaleone.

Vivere la festa di San Pantaleone a Martignano, non significa, per la gente di questo grazioso paese salentino, partecipare alla sagra, mangiare dolciumi, guardare i fuochi pirotecnici. Più volte si è infatti discusso del valore e delle forme delle celebrazioni delle feste religiose che nelle comunità salentine vengono, con regolare cadenza temporale, a segnare il cammino di fede e di devozione del  popolo.
Per Martignano, durante la Festa di San Pantaleone ci si interroga sulla possibilità di adeguare al dinamismo del mondo contemporaneo i linguaggi, le forme e le espressioni che vengono usate nei momenti della festa religiosa, sentendo in essa più spesso presente il peso di una efficace ripetitività di gesti e di atteggiamenti e soprattutto l’annunzio di una novità propositiva della gioiosa accoglienza di San Pantaleone nella comunità.

A Martignano si conserca una fiala di vetro incastonata in un reliquiario in legno rivestito d’argento: si tratta del sangue di S. Pantaleone, tradizionalmente conservato nel duomo di Ravello e da dove proviene la reliquia del sangue di Martignano; vi fu portata nel 1763 con bolla rilasciata da mons. Biagio Chiarelli, vescovo di Ravello.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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