XX Sagra te lu Ranu a Merine, tra parole vecchie e nuove

XX Sagra te lu Ranu a Merine, tra parole vecchie e nuove, dal 12-7-2013 al 14-7-2013, Merine

XX Sagra te lu Ranu a Merine, tra parole vecchie e nuoveOggi un po’ dappertutto in Salento stanno riaffiorando gli antichi valori legati all’identità culturale di ogni singolo popolo e tutto ciò che costituisce una cultura sufficientemente localizzata, diventa tema di ricerca. All’interno di questo processo, riferito a tutte le attività umane, non si può certo escludere l’ambito dell’alimentazione e della cucina, ovvero l’arte della preparazione dei cibi.
E’ dal 1993 che Merine, piccola località salentina, festeggia la Sagra te lu Ranu; oggi è giunta alla XX edizione: negli spazi del bellissimo Centro Pastorale di via Montenegro, della piazza Maria SS Assunta e della Piazza Nuova, verranno allestiti numerosi stand in cui il grande protagonista sarà “lu ranu”, il grano.
Il periodo stagionale è quello del raccolto delle messi, e il grano costituisce una risorsa importantissima per questa località.
La farina che verrà utilizzata per la preparazione delle varie specialità è quella del grano del mulino di Lecce, ma soprattutto arriverà la farina del grano coltivato appositamente a Merine.
Pucce, pizzitieddhri, panini dalle forme caratteristiche, pizzi e friselle saranno su tutti gli stand allestitti in occasione della sagra: la cucina tradizionale di Merine, così varia, estrosa, ricca di profumi e di sapori, riflette pienamente il carattere poliedrico del territorio, cresciuto sotto l’influenza di diverse dominazioni.

L’intera frazione si mobiliterà anche per il 2013 per far degustare tutti i prodotti derivanti dalla lavorazione del grano e non solo, preparati secondo antiche ricette, che presentano spesso termini dialettali: i termini in dialetto presenti nelle ricette del Salento, sono caratterizzati da etimologie e origini linguistiche diverse , per esempio il termine ragù deriva dal francese ragoût, che a sua volta deriva dal verbo ragoûter, “risvegliare l’appetito”; caciucavaddu, dal turco qašqawal, deriva dal modo in cui il cacio viene lasciato stagionare, ovvero “a cavallo” di una trave;
l’origine del termine panella, cibo molto popolare durante la Sagra te lu Ranu, non è attestata: si presume derivi da pane, in quanto trattasi di una frittella sottile a base di farina di ceci; lo stesso nome “ranu” deriva dagli antichi modi di chiamare il grano, in questo ridente paesino a due passi da Lecce.
Oltre ai termini delle ricette, c’è da ricordare la “matthra”, che a Merine è la grande vasca di legno utilizzata per impastare e far riposare gli impasti prima della cottura.
Oltre a questi termini, tutti presenti nelle ricette a base di grano di Merine, il lessico gastronomico salentino ne registra ovviamente molti altri, frutto dell’influenza dei popoli dominanti.

Alla Sagra te lu Ranu si potranno gustare tanti prodotti locali, selti tra quelli di maggior consumo, come, oltre al grano, le fave, gli ortaggi, la verdura e il formaggio, ai quali si uniscono il pesce, tipico delle zone salenrtine, e la carne, soprattutto quella di cavallo.
La cucina tradizionale salentina è essenzialmente popolare, in un certo senso povera, non per la varietà e il sapore dei cibi, ma piuttosto per la sostanza e il pregio di essi: il pane, la pasta e i prodotti derivanti dal grano costituiscono infatti gli alimenti di base, e Merine farà loro onore.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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