XXXIII sagra del maiale a Faeto

XXXIII sagra del maiale a Faeto, 3-2-2013, Faeto

Un tempo nelle campagne del foggiano, nel periodo più freddo, quando la nebbia mattutina si univa al caldo profumo della carne insieme alle spezie, intere famiglie di contadini si riunivano per ammazzare e lavorare il maiale. Una tradizione questa che va sparendo, ma che un tempo ha ricoperto un ruolo di primaria importanza legata ad una sostanziale necessità alimentare. In ogni famiglia si viveva in occasione del “rito” dell’uccisione del maiale, e ancora oggi a Faeto si può vivere questa emozione, in quanto, più per un fatto culturale che per necessità, si continua a perpetrare l’usanza.
Nel mese di febbraio ormai è consuetudine ritrovarsi per varie giornate molto intense in un clima di grande amicizia a Faeto; un maiale adatto alla trasformazione deve pesare in genere tra i 130 e i 180 chili; ancor oggi non viene scartato quasi niente e al momento della macellazione ogni parte del corpo viene separata con cura e destinata ai diversi utilizzi. Sono 17 i tagli del maiale, e ciascuno di questi si presta a diversi usi.

Il consumare cibo in comunità risale a riti antichissimi: gli dei partecipano a banchetti da loro stessi organizzati, che illustravano i piaceri della vita divina. L’accordo solennizzato da un pasto cerimoniale a base di carne di maiale, trovava riscontro anche nei banchetti familiari e di gruppo della società degli uomini che magari celebravano scadenze importanti della vita, come un matrimonio.
La centralità culturale del banchetto con carne di maiale e la sacralità del gesto del consumo e della ridistribuzione collettiva del cibo, si caricava di funzioni essenziali per la vita sociale e rituale, che ancora oggi a Faeto è rimasta.

Il maiale fino a qualche decennio fa, ha rappresentato nelle campagne di Faeto, e in particolare nell’ambito contadino, un riferimento, una risorsa; faceva parte, di diritto, insieme a pochi altri animali, del sistema aziendale e possedeva un proprio spazio, un proprio ciclo riproduttivo e di allevamento. È estremamente significativo che nell’epoca contemporanea esista a Faeto, viva e presente, la tradizione dell’allevamento domestico del maiale; sebbene negli ultimi decenni sia andata, via via, notevolmente diminuendo la possibilità di avere presso la propria abitazione lo spazio per l’allevamento del maiale, molti anziani a Faeto non vogliono separarsi da tale tradizione, e affidano ad altri che abitano le numerose case rurali, ancora presenti nel territorio, la possibilità di avere un maiale in comprorprietà, che al tempo opportuno viene macellato.

La sera del 3 febbraio 2013, questo delizioso paesino del Subappennino Dauno, offrirà un suggestivo scenario a tutti i visitatori, con gli stand pronti a offrire il meglio dei prodotti della zona. Tante le leccornie che si potranno degustare nel corso della festa: paste e fagioli con cotiche, penne con tracchie, polenta con salsiccione, pizza di graurinio, soffritto, braciole di cotica e tanto altro ancora. Anche per il 2013, la specialità più attesa sarà la degustazione del “suffrì e panùnte”, soffritto e pane unto, che è un’antica specialità culinaria di Faeto a base di carni povere di maiale, patate e peperoni sottaceto, accompagnato dal pane unto e da un buon vino rosso di Troia.
Migliaia di persone giungono ogni anno a Faeto con numerosi pullman dalle diverse province pugliesi per assistere alla manifestazione, organizzata dall’associazione FaGea.
Nei pressi della Chiesa Madre del Santissimo Salvatore, prenderà il via la XXXIII edizione della festa dedicata al maiale: numerosi stand offriranno specialità a base di carne di maiale; il maiale è sempre stato considerato un animale ricco di grassi e quindi il consumo delle sue carni è sempre stato visto con attenzione e riguardo rispetto a carni di altri animali
da macello; ma in questi anni, attraverso selezioni genetiche e un’alimentazione mirata, le moderne tecniche di allevamento hanno permesso di migliorare significativamente la qualità delle carni ottenute e dei prodotti ricavati dalla lavorazione delle stesse.
Anche per il 2013 verranno estratti dei premi dedicati a tutti coloro che parteciperanno a questa notissima manifestazione culinaria: un maiale nero di Faeto intero, un prosciutto intero con osso, specialità gastronomiche locali, buoni pasto ristorante, cesti gastronomici, buoni spesa. Tutto offerto dai commercianti del posto.

Difficile stabilire l’epoca della comparsa del maiale e di una festa ad esso associata, a Faeto; comunque sia, questo prezioso animale solletica da sempre i palati degli uomini e continuerà a farlo in futuro.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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