Ascoli Satriano, festeggia San Potito col ciuccio

Ascoli Satriano, festeggia San Potito col ciuccio, dal 13-1-2013 al 14-1-2013, Ascoli Satriano, Foggia

Le feste religiose che si celebravano nell’antico borgo di Ascoli Satriano, erano tantissime e tutte molto sentite; oggi di importante ne resta una, quella dedicata a San Potito patrono della cittadina, la cui celebrazione è collegabile ai più antichi culti mediterranei propiziatori della fecondità e della fertilità della terra con il ritorno della natura alla vita.
Diversi episodi sono noti della vita del Santo giovinetto, che viene proposto sempre come esempio di vita virtuosa per il distacco dai piaceri mondani e dal desiderio di beni terreni; per l‘attaccamento ai precetti ed esempi di Cristo, per la mitezza di carattere, la forza e costanza nelle prove, e il
desiderio di annunziare ad ogni costo che gli dei sono invenzioni
di poeti, San Potito soffrì molto in vita. Gli abitanti di Ascoli Satriano lo invocano spesso nella protezione contro una delle maggiori e peggiori calamità del paese, la siccità.
Durante la processione che si svolge nella giornata del 13 Gennaio, viene portata in giro per le vie del paese una scultura argentea del secolo XVII, rappresentate il busto di San Potito. Al rientro della processione, numerosi sono i fedeli che baciano e venerano l’osso dell’avambraccio del Santo, posto in un artistico cofanetto d’argento, donato nel 1873 dal vescovo di Tricarico, Monsignor Simone Spilotros.

San Potito, ancora al di sotto dei quattordici anni già aveva sopportato la
povertà, l’esilio, i tormenti e tutte le crudeltà possibili: dimentico della
casa, del padre, della patria e di ogni fortuna, spendeva tutto per la
religione di Cristo. Il padre cercò fermamente di dissuaderlo, togliendogli cibo e acqua, ma egli non si perse d’animo e si rifugiò quanto più presto poté nell’Epiro in un luogo boscoso. Alcuni affermano che Potito fu
circondato e portato via da una nube. Soffiò via il diavolo travestito da bue, guarì la figlia dell’imperatore Antonino, ma nonostante altri numerosi miracoli, non riuscì a sottrarsi al martirio: il fuoco, le belve , l’olio bollente e infine il taglio della lingua. Ma per prodigioso intervento del Signore il fanciullo anche senza lingua continuava a parlare in modo chiaro, di Dio.

Anno dopo anno, nella chiesa di Ascoli Satriano vengono ricordate queste vicende: la Chiesa di San Potito Martire, risalente XVII secolo ha le linee della classica architettura francescana, e il contiguo convento conserva un affascinante pozzo in pietra; l’altare maggiore è dominato da un suggestivo crocifisso. E’ in Piazza Plebiscito, dove è ubicata la Chiesa, che cominciano i festeggiamenti in onore del Santo, proprio al rientro della solenne processione.
Dalla colonna centrale di Piazza Plebiscito, si dipartono fili di luci che abbracciano l’intera piazza, dove è stato portato il tradizionale “ciuccio”, un cavallo di cartapesta costruito in onore del Santo. A concludere questo ricco e variegato universo festivo, che affonda le sue radici nella più autentica cultura popolare, è lo stesso “ciuccio” che viene trascinato e incendiato, e mentre le coda prende fuoco via via, alcuni devoti continuano a tirarlo lungo la piazza, tra le grida di entusiasmo della folla.
Viene fatto volare un pallone aereostatico come si faceva nelle antiche feste molto diffuse nel mondo agricolo dell’antica Grecia e poi in Italia e nei territori dominati dai Romani, quando la processione terminava con una pioggia di acqua mista a miele e succo d’uva, indirizzata verso i campi, che rappresentava la nuova origine della vita e quindi propiziava l’abbondanza del raccolto.
Fuochi d’artificio verranno sparati dal centro della piazza, in ricordo dell’antica inondazione dei campi, e poi in cielo, in uno spettacolo pirotecnico senza pari.

Il giorno successivo numerose bancarelle concluderanno la festa in onore di San Potito, la cittadina infatti, vanta antiche pratiche artigianali, altrove scomparse, come la lavorazione della pietra, del ferro battuto e del lino, o antichi mestieri come il sellaio ed il maniscalco. Oggi le feste che hanno importanza civile e sociale, oltre che ovviamente religiosa, sono poche e molto care ai contadini, come accade per la festa che anno dopo anno, si celebra in onore di San Potito.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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