Grotta Scaloria foggia

Situate a poche centinaia di metri dall’abitato di Manfredonia le Grotte Scaloria sono un esempio dell’erosione del territorio da parte di acque e torrenti sotterranei.

Tali anfratti naturali hanno sempre evocato nell’uomo un sentimento misto di meraviglia e di rispetto, di mistero e di devozione, a volte immaginati come gli ingressi alle regioni sotterranee dell’inferno, a volte utilizzate come luogo di culto, ed ancora più sovente veri e propri luoghi di vita quotidiana dei nostri antenati che abitavano nella regione.

Scoperte casualmente negli anni ’30 durante degli scavi per la costruzione dell’acquedotto le Grotte Scaloria presentano al loro interno un panorama ricco e suggestivo di ritrovamenti archeologici, il cui stato di conservazione è di rara preziosità.

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la frastagliata costa pugliese offre scorci di indescrivibile bellezza

In particolare ciò che ha destato l’interesse degli studiosi di archeologia e paleontologia si trova in una della cavità più grandi nelle quali sono state ritrovate diversi recipienti in terracotta che tra l’altro dimostrano di una ottima conoscenza delle tecniche vasarie per la presenza di decorazioni di vario genere ottenute con speciali tecniche di cottura della ceramica. Tali recipienti sembrano essere stati lasciati lì in seguito ad un culto particolare dell’acqua, e la prova è il fatto che proprio al centro sia posta una vaschetta intagliata nella roccia il cui compito era quello di raccogliere l’acqua che colava dalla volta superiore. Attorno ad essa tracce di focolare e di ossa di animali bruciate fanno pensare ad un pasto o, ancora più probabile ad una cerimonia sacrificale.

Tale culto sembra che sia stato un evento eccezionale e non una consuetudine, perchè le tracce evidenziano chiaramente come ci sia stato un solo passaggio di questo genere nella grotta e non una sovrapposizione di diverse cerimonie. L’ipotesi che ne danno gli archeologi è che possa essersi trattato di un evento eccezionale magari legato ad un cataclisma, ad una epidemia o ad un periodo di siccità che abbia spinto la comunità a recarsi nella grotta per invocare il benvolere o l’aiuto degli dei.

A tale proposito l’ipotesi è rafforzata dalla presenza in un altro anfratto poco più in là di una fossa comune in cui sono stati ritrovati una ventina di scheletri. Essendo tale modalità di sepoltura assolutamente inconsueta all’epoca si pensa che i resti appartengano agli individui della comunità morti improvvisamente e tutti insieme a causa appunto di qualche epidemia o altro evento particolarmente violento ed improvviso.

Le Grotte sono di difficile accesso con gallerie basse e strette e solo persone attrezzate e specializzate possono percorrerle, le grotte per questo motivo sono chiuse al pubblico.

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