Grotta Zinzulusa

Zinzuli nel dialetto salentino sono gli stracci, ed è proprio per la particolare conformazione delle stalattiti che scendono dall’ampio ingresso che la Grotta della Zinzulusa porta questo nome. La “grotta stracciona” è una delle più belle grotte che si possano visitare nel territorio salentino, e si trova a metà strada tra Castro e Santa Cesarea Terme.

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lo splendido ingresso della Zinzulusa

La particolarità di questa grotta non dipende solo dalla suggestiva bellezza del luogo, dallo splendore delle acque del mare che grazie ai particolari giochi di luce assumono splendide colorazioni che variano dal verde all’azzurro al blu profondo, ma anche a ciò che la grotta conserva al suo interno sia in quanto a bellezze naturali, come le formazioni di stalattiti e stalagmiti, sia per i ritrovamenti archeologici di cui è ricca.

Per quanto riguarda le formazioni calcaree, oltre la sontuoso ingresso da cui le stalattiti pendono nelle forme irregolari e fantastiche che le hanno procurato il nome proseguendo all’interno della cavità ci si trova di fronte a numerosi anfratti dove le formazioni di alabastro hanno assunto con il tempo delle incredibili forme. In particolare il Corridoio delle Meraviglie presenta le formazioni più strane, cui sono stati attribuiti nomi di fantasia per le somiglianze che evocano, Prosciutto, Presepe, Baldacchino, Torre di Pisa, la Cascata, eccetera.

Al fondo, prima di arrivare al Cocito un laghetto sotterraneo dall’acqua limpida e dolce, il Duomo, una cavità molto ampia, alta fino a 25 metri, suggestiva per la presenza di migliaia di pipistrelli che la abitano.

La Grotta della Zinzulusa è oltremodo importante per la presenza di rarissime specie di animali, un gamberetto privo di occhi ed una specie di spugna, la cui presenza nel più profondo della grotta e la cui conservazione fino ad oggi è stata resa possibile dall’isolamento in cui sono riusciti a proliferare e sopravvivere. Sempre per quanto riguarda la preziosità biologica, i resti di antichi animali trovati nella grotta, tra cui felini, elefanti, orsi ed addirittura ippopotami sono testimoni del diverso clima che il territorio doveva avere alcuni millenni fa, permettendo la vita a creature che nel nostro paese ora non esistono più.

Dal punto di vista paleologico la grotta presenta evidenti tracce del passaggio dell’uomo, che, dal neolitico all’epoca romana ha frequentato questo splendido ed unico anfratto naturale della costa pugliese.

Per visitarlo fate riferimento all’Amministrazione Comunale di Castro per avere informazioni su orari e costi.

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