I Laconi in Puglia

I Laconi
Provenivano dal Peloponneso e si insediarono sul litorale ionico, tirrenico, bruzio, lucano e siculo a partire dall’VIII sec. a.C.

Essi diedero origine ad una nuova cultura che dal nome del paese di provenienza si chiamò Megàle Ellàs cioè Magna Grecia, per distinguerla da quella tessalica di Ellàs cioè Grecia. Secondo Antioco da Siracusa, Taranto fu fondata da Falanto che guidò un gruppo di Spartani chiamati Partenì, cioè giovani colpiti dall’infamia di essere nati da rapporti extra-coniugali delle proprie madri con coloni della città durante l’assenza dei loro mariti impegnati nella guerra messena. Il nome della città deriva però da Taras, eroe di origine cretese, salvato miracolosamente dal padre Nettuno durante una tempesta.
Dionigi di Alicarnasso in Storia di Roma, scriveva:“I Parteni navigarono quindi con Falanto alla volta delle coste ioniche, dove erano insediati i barbari e gli Japigi. Questi Japigi, secondo la tradizione, erano quei Cretesi che, giunti trecento anni prima con Minasse in Sicilia, dopo la sua morte, comandati da Japige, erano ripartiti alla volta di Creta, ma sulla via del ritorno sorpresi da una tempesta, erano stati sbattuti sul litorale ionico.”

L’espressione Magna Grecia, viene utilizzata dagli storici per indicare le città greche formatesi in Lucania, Calabria, Campania, Lazio e Puglia. Anche se in quest’ultima i grecin fondarono solo Taranto suol litorale ionico ( 706 a.C.) e Otranto sull’Adriatico tuttavia la lkoro dominazione che duro tra i quattro e i cinque secoli influenzò notevolmente la cultura delle popolazioni japigie-messapiche ivi residenti. Le migrazioni più massicce, verso l’Italia Meridionale, risalirebbero all’VIII sec. a.C. e furono dovute sia a fattori esterni quali ad esempio la chiusura dei porti persiani alle navi greche, sia interni, dovuti cioè ad un aumento della popolazione greca e ad una scarsità di risorse alimentari che la spinse ad emigrare verro le nuove e vicine terre di cui i commercianti che le avevano frequentate le decantavano le innumerevoli qualità: terra fertile, mare pescoso e artigianato e commercio evoluto.
Gli aborigeni non accetarono volentieri i nuovi arrivati tant’è che gli scontri fra i due popoli nel corso dei secoli furono numerosi. Fra i più importanti vi fu la guerra combattuta attorno al 500 a.C. e conclusasi con la vittoria di Taranto sui Messapi e quella combattuta nel 463 a. C. quando i Messapi attuarono la loro vendetta sui tarantini, i quali però, nel 460 a.C., si ripresero la rivincita.
A testimonianza di ciò vi è un donario della città greca a Delfi costituito da un gruppo bronzeo che rappresentava Opis, re degli Japigi, nel momento in cui veniva ucciso da Falanto, mitico fondatore di Taranto. Fu a partire dal 404 a.C. , cioè dopo la sconfitta di Atene nella guerra del Peloponneso, che Taranto visse il suo momento di massimo splendore durante il quale tutta la Puglia fu investita da un intenso e duraturo influsso della cultura greca che portò alla sua ellenizzazione.

Gli scontri tra Tarantini e Messapici si fermarono solo con l’arrivo di roma che li costrinse a dar vita assieme agli Italici ad una lega antiromana. Ma Roma era ormai diventata troppo potente, tanto da prendere il sopravvento prima sui Tarantini nel 275 a.c. e poi sui Messapi trasformando Brindisi, una delle loro più importanti città in colonia romana.

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