Il culto delle acque e la Grotta Scaloria

In Puglia, vicino a Manfredonia (FG) giace una delle grotte più importanti dal punto di vista archeologico e antropologico: la Grotta Scaloria.

Reperti Grotta scalora comune di manfredoniaScoperta per caso nel 1932 mentre nella zona si effettuavano dei lavori per l’Acquedotto Pugliese, è stata resa più o meno agibile negli anni 70 quando sono cominciate le ricerche da parte di speleologi e archeologi che hanno portato alla luce reperti unici nel loro genere.
L’ingresso della grotta sembra che sia stato ostruito nel tardo Neolitico restando, così, chiuso per tutti questi millenni. In questo modo i tesori del passato si sono conservati praticamente intatti, lontani dagli assalti umani e del tempo. Alcuni spazi della cavità, tra l’altro, sono difficilmente raggiungibili e qui si sono conservati quasi perfettamente resti di fuochi, di animali  e del vasellame spesso intatto.
Le ricerche effettuate in questo sito hanno portato alla conferma che questa grotta veniva utilizzata, nel Neolitico, per il Culto delle Acque, un rituale propiziatorio risalente al IV millennio a.C.   La scoperta ha fatto giungere sul luogo studiosi della University of Southern Mississippi, dell’Università della California e anche Marija Gimbutas, famosa antropologa e archeologa esperta dell’era preistorica.


Il rituale del Culto delle Acque avveniva nella parte più profonda della grotta, luogo più adatto per un rito sacro rispetto all’avangrotta, luogo troppo esterno e di facile accesso. La Grotta di Scaloria è un luogo un po’ impervio fatto di stretti cunicoli e di laghetti d’acqua, luogo ideale per nascondersi e realizzare culti sacri. L’avangrotta è costituita da un grande camerone ampio circa 80×100 metri ed una volta rappresentava un facile accesso. Da qui, proseguendo, incontriamo una fessura stretta e bassa (permette il passaggio ad un solo uomo che cammina carponi) che porta in quella che era la stanza dedicata al culto delle acque di stillicidio.
Sebbene i reperti archeologici rinvenuti in questa grotta sono numerosi ed in buone condizioni, è difficile ricostruire perfettamente la vita e le scelte effettuate dall’uomo in quel periodo. Si ha conferma dell’uso della grotta come sito rituale durante un periodo specifico della storia, poi il nulla. Non si sa bene il motivo per cui la popolazione che ha abitato questi luoghi ad un certo punto ha deciso di abbandonarli. Qualcuno ha pensato (dopo il ritrovamento di una tomba che conteneva i resti di più di 20 cadaveri, per lo più bambini, donne ed anziani) anche ad una specie di estinzione della popolazione. Più che una tomba dà l’idea di una fossa comune, un luogo dove raccogliere i resti di una epidemia , probabilmente malaria.
Qualunque sia l’antica storia di questa misteriosa grotta, la Puglia è orgogliosa di accogliere nella sua terra un sito così importante a livello storico e antropologico, un luogo in cui i segni della storia sono rimasti quasi intatti trasformandola in un libro aperto sul passato.

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