Il culto di San Sebastiano a Gallipoli

Il culto di San Sebastiano a Gallipoli, dal 19-1-2013 al 20-1-2013, Gallipoli

La festa religiosa, in Salento, è il tempo per eccellenza, è la celebrazione di un evento particolare che, in virtù della ripetitività dovuta alla connessione con la religione, conserva  il legame con la natura, ma anche col potere rigenerativo del sacro. La festa religiosa in Salento si impone sulla quotidianità e sul tempo lavorativo, ecco perchè per cogliere gli aspetti fondamentali della festa religiosa in Salento oggi occorre tenere conto del contesto.

Gallipoli è ricca di fascino a Gennaio: nel cuore del borgo antico della cittadina salentina, l’isoletta su cui sorge il centro abitato è legata alla
terraferma da un ponte; definita la “perla dello Jonio” e nel passato di importanza strategica, Gallipoli doveva essere dotata di
importanti opere di difesa sin dal periodo della Magna Grecia; oggi restano il bellissimo Castello, molti Palazzi storici e chiese suggestive.
La meravigliosa Cattedrale di Sant’Agata in Piazza Duomo, è famosa perchè caratterizzata da varie nicchie contenenti le statue in pietra di Sant’Agata, di San Fausto, di Santa Marina, di Santa Teresa d’Avila e di San Sebastiano, ed è proprio a quest’ultimo che Gallipoli dedica a gennaio due giorni di ricca e fastosa festa religiosa.

Il culto di S. Sebastiano è fortemente radicato, nella documentazione storica: a partire dal 1600 il glorioso martire S. Sebastiano protegge la città di Gallipoli e la festa del Santo, tranne poche variabili, è segnata da una continuità storica nella liturgia, almeno negli ultimi quattrocento anni. Le epoche che hanno determinato radicali cambiamenti, non hanno sostanzialmente modificato il rito, segno evidente che le motivazioni del culto sono radicate e sedimentate nei sentimenti religiosi del popolo.
Ogni fedele a Gallipoli si riconosce nel Santo Protettore al quale si chiede una grazia, un miracolo; il voto lega il fedele al Santo per tutta la vita.

Il tempo ha inciso profondamente sulla festa di San Sebastiano e sul modo di interpretarla, attenuando e confondendo i confini tra sacro e profano, al punto che ci si chiede oggi se sia ancora lecito cercare di distinguere una festa religiosa da una profana e se non sia più proficuo cercare all’interno dello stesso evento festivo, una dimensione sacra.
E questo si avverte soprattutto durante la festa in onore di San Sebastiano, mentre a tutti succede di avvertire il bisogno di un ritorno alle origini per cercare quella parte di sé stessi che elude la coscienza e si insinua nell’inconscio alla ricerca delle tradizioni.

Per questo la festa di San Sebastiano intende riscoprire, e conservare per quanto possibile, anno dopo anno quel mondo di piccole cose, di usi ereditati, a volte ingenui ma che certamente erano importanti nel passato. Per esempio la spettacolare processione che si tiene per le vie della cittadina, dove la statua del Santo bimartire (cioè che ha ricevuto due volte il martirio) è seguita da numerosi fedeli, è il tentativo di recuperare l’identità di ciascuno e il senso di appartenenza in una società, come la nostra, inurbata, industrializzata e laicizzata, nella quale le tradizioni appaiano come trame sottilissime.
Alle tradizioni ancora vive, talvolta a Gallipoli vengono aggiunte quelle ormai cadute in disuso ma che sono state vissute dagli anziani gallipolini, il cui patrimonio di ricordi è parte integrante della festa in onore di San Sebastiano.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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