La Focara di Novoli, tradizioni in Salento

dal 16-1-2014 al 18-1-2014 #focara #novoli #salento

In Sant’Antonio Abate e nel culto che alla sua figura si è ispirato a Novoli, sono presenti le reminiscenze degli antichi riti pagani, romani e celtici, la tradizione culturale cristiana e quella popolare laica. Per il protettore di Novoli, tra arte, musica ed enogastronomia d’eccellenza, ogni anno viene organizzata una festa nota ormai in tutta Italia come “La Focara di Novoli”, il fuoco più grande del bacino del Mediterraneo, un falò di dimensioni gigantesche (15 metri di altezza e 20 metri di diametro) che brucia nel cuore del Salento. Nell’ottobre scorso la Regione Puglia l’ha inserita tra i beni della cultura immateriale ed è in lizza per la catalogazione ministeriale per il riconoscimento dell’Unesco quale Patrimonio intangibile dell’umanità da valorizzare e tutelare.

La Focara di Novoli, tradizioni in Salento

Non mancheranno prelibatezze gastronomiche che vedranno gustosi piatti di pesce per il 17, giorno del Santo, e carni arrosto per i giorni restanti, accompagnati dal Moscato di Novoli e dai vini del Parco del Negroamaro.
La festa di Sant’Antonio Abate cade infatti il 17 gennaio, e anticamente la fine di gennaio era contrassegnata da ricorrenze e cerimonie destinate a purificare gli uomini, gli animali ed i campi, per propiziarsi gli dei affinché permettessero il regolare rinnovamento delle stagioni. Alla fine di gennaio si tenevano le Ferie Sementine, durante le quali si procedeva alla lustrazione, cerimonia di espiazione e purificazione, dei campi e degli abitati rurali.
In un tal contesto, il fuoco e la focara rappresentano il coraggio del Santo: si narra che esso fosse sceso all’inferno, per contendere l’anima di alcuni morti al diavolo. Lì escogitò un intelligente stratagemma per prendere alcune fiamme del fuoco infernale: le nascose all’interno del suo bastone cavo. Portò fuori il fuoco e lo donò all’umanità, liberandolo a scintille e accendendo una catasta di legna.

Costruita con migliaia di fascine di tralci di vite secchi provenienti dai feudi del limitrofo Parco del Negroamaro, la focara si ripete il 16 Gennaio a Novoli con lo stesso rito. Le origini della presenza della fòcara a Novoli secondo alcuni risalgono ai veneziani, mentre, altri pensano che sia relativa al XV secolo anche prima della richiesta di avere Sant’Antonio come protettore della comunità novolese. In ogni caso è certa la data del Settecento, desumibile da atti comunali.
La “fòcara”, nasce dunque come prima forma di devozione al santo del fuoco e la sua forma diviene con gli anni una vera e propria “passione novolese”, testimoniata dalla formazione di consolidati comitati per i festeggiamenti.
Tutti coloro che hanno a che fare con il fuoco vengono posti sotto la protezione di sant’Antonio, a Novoli: i malati col cosiddetto
“male degli ardenti”, conosciuto oggi come fuoco di Sant’Antonio, con eritemi e vescicole brucianti come un fuoco, accorrevano presso di lui.
Oggi, coloro che sono coinvolti in qualche maniera col fuoco, la mattina del 16 gennaio partecipano alla popolarissima manifestazione della “bardatura”, che vede una catena umana issare sulla cima del falò l’immagine di Sant’Antonio Abate, quest’anno dell’artista giapponese Nagasawa.
Nel primo pomeriggio della stesa giornata si celebra la benedizione degli animali e alla sera si dà il via all’accensione della “Focara”.

Dal 2012 la Fondazione Fòcara di Novoli, faro del turismo slow e religioso destagionalizzato pugliese, ha promosso una campagna di sensibilizzazione a sostegno della “fòcara”, patrimonio della cultura immateriale delle tradizioni popolari pugliesi.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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