La Notte della Taranta a Melpignano

La Notte della Taranta è festa popolare, la cui straordinarietà sta soprattutto nella consapevolezza che quella piazza che assiste alle varie tappe del festival e del Concertone finale ha, di ciò che accade sul palco. Piazza attiva, che è padrona e proprietaria di uno straordinario patrimonio, una ricchezza collettiva.  La Notte della Taranta è il più grande festival musicale dedicato al recupero della pizzica salentina e alla sua fusione con altri linguaggi musicali che vanno dalla world music al rock, dal jazz alla sinfonica.

Melpignano è un paese dove ancora oggi le feste religiose e le tradizioni popolari sono forti, sentite, e ben radicate. Rappresentano una variopinta fusione di religiosità, folklore e antichi riti. Le feste popolari sono vissute come un momento di socialità, un modo di stare tutti insieme.  La cultura classica a Melpignano, per una notte lascerà il posto ad un’altra cultura, quella popolare: la cultura della gente semplice, ma anche dei palati veramente raffinati; la cultura degli strumenti musicali antichi e moderni, della musica popolare e dei ritmi travolgenti, dei tamburelli soprattutto, dell’antica saggezza del popolo salentino fatta di influenze mediterranee millenarie. La cultura dell’ospitalità, del lavoro onesto, della semplicità.
La Grecia Salentina da sempre si è posta il problema di come vincere la sfida con la modernità non provando a rincorrere il Nord Italia; vincere la sfida con la modernità senza perdere lo spirito comunitario, vincere la sfida con la modernità ripartendo dalla principale ricchezza che determina l’aspetto e il carattere di una comunità e di un territorio: la relazione profonda tra i luoghi ed i suoi abitanti.
Da questo spirito è nata la Notte della Taranta.

La Notte della Taranta anche nel 2012, in particolare il 25 agosto, con lo sfondo del Convento degli Agostiniani a Melpignano, rappresenterà il più grande festival europeo dedicato alla musica tradizionale. Nata nel 1998 su iniziativa dell’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina, la Notte della Taranta a Melpignano è il luogo ove resistono molti usi, centinaia di tradizioni popolari che, rilette e modificatesi nel tempo, conservano comunque un fascino ed un valore ancora sentito nelle comunità locali.
A volte sono vissuti con l’intento di riannodare il legame con il proprio passato, di riscoprire l’identità di un territorio; più spesso sono riorganizzati con un’attenzione particolare per un pubblico esterno alla comunità, superando il rito per spingersi verso una spettacolarizzazione che ne delinea la nuova vocazione di attrattiva turistica, come accade per la Notte della Taranta.
La musica che la caratterizza è calda e travolgente e come ogni anno regalerà ad una piazza gremita ed in visibilio una serata che rimarrà negli annali. Le elevate temperature dell’estate salentina non spaventeranno nè fermeranno i gruppi che si esibiranno il 25 Agosto, e le centinaia di spettatori provenienti da tutta Italia che già all’imbrunire faranno capolino a Melpignano per assistere ad un evento unico nel suo genere.

A differenza di quanto avvenuto in altre regioni d’Italia, il Salento interno ha subìto meno il divario tra i nuovi modelli di organizzazione sociale e l’inestimabile patrimonio di usanze e tradizioni secolari che caratterizzavano tutti i momenti principali della vita nelle comunità salentine.
Un tempo vissuto nel lento susseguirsi e nel costante rincorrersi di festività per lo più religiose, o festività legate ad antichi riti pagani, feste strettamente connesse con i cicli naturali e le stagioni, oppure feste ricche di devozione protesa alla speranza di buoni auspici, per il raccolto.
Il lavoro nei campi e inegli oliveti, la vita di ogni giorno, per secoli sono stati legati a una fervida devozione  al limite della superstizione: le donne morse nei campi dalla tarantola, secondo la credenza popolare, raggiungevano uno stato estremo di malessere da cui era possibile risollevarsi, temporaneamente, grazie a una pratica teraupetica che si basava sulla musica e sulla danza. Una volta che se ne comprendeva la natura, veniva convocata una orchestrina (un tamburello, un violino, una chitarra, anche solo variamente accoppiati tra loro o combinati con altri strumenti) che attaccava una serie di motivi musicali, una vera e propria esplorazione, per comprendere quale di essi risvegliasse il tarantato: talvolta il ritmo era quello forsennato della pizzica, e allora la persona colpita dal morso si sollevava e danzava a lungo, in maniera scomposta, anche per molte ore e per giorni, tolte brevi pause diurne di riassopimento e le notti.

Saranno interpreti della Notte della Taranta alcuni tra i migliori musicisti salentini che incontreranno i più importanti nomi della musica internazionale, diretti dai maestri concertatori che negli anni sono stati: Daniele Sepe (prima edizione 1998), Piero Milesi (maestro concertatore per due edizioni del festival, nel ’99 e nel 2001), Joe Zawinul (2000), Vittorio Cosma (2002), Stewart Copeland (2003), Ambrogio Sparagna (2004, 2005 e 2006).
Con la concertazione di Ambrogio Sparagna dal 2004 è nata l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta, che ha assorbito al suo interno l’Ensemble arricchendosi di tutte le sezioni di strumenti tipiche di una orchestra. Nel 2007 è il musicista Mauro Pagani a prendere le redini dell’Orchestra della Notte della Taranta; nel 2010 a dirigere il Festival e l’ Orchestra è stato chiamato Ludovico Einaudi. Per il 2012 molte saranno le sorprese che attendono gli appassionati.

La vita, certo, è radicalmente cambiata anche nei piccoli borghi salentini nei paesi depauperati dallo spopolamento, man mano che gli ultimi testimoni del mondo che fu lasciano spazio alle nuove generazioni.
Eppure l’anello di congiunzione tra la civiltà antica e la moderna appare proprio essere la taranta. Oggi si avverte il dovere di andare oltre, di strutturare fortemente non solo i luoghi dello spettacolo ma anche quelli della ricerca, dello studio, dello scambio, di entrare in relazione con altre feste popolari che in Europa e nel mondo si rappresentano
Non c’è evento in Salento che non possa essere ricordato attraverso il richiamo ad una tradizione che, ancora oggi, resiste all’oblio del tempo.
Così i tanti piccoli borghi della Puglia divengono luoghi eletti su cui, a volte anche spontaneamente, si concentra l’attenzione di un turismo ricercato che nelle tradizioni popolari trova la possibilità di scoprire una Puglia autentica.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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