Le pozzelle nel Salento

Nel territorio salentino da sempre l’acqua ed il suo approvvigionamento sono stati un grosso problema cui la popolazione ha dovuto far fronte.

Di acqua in Puglia, durante l’autunno e l’inverno ne cade in abbondanza, ma la maggior parte , visto il particolare substrato geologico calcareo, non viene ritenuta in fonti e sorgenti ma corre rapida verso il mare. Non in superficie però , in rari casi infatti ci si trova davanti a fiumi di una certa grandezza, solo l’Ofanto ed il Fortore infatti sono degni di nota. Gli altri corsi d’acqua infatti hanno piuttosto carattere torrenziale, si esauriscono d’estate, come le “lame”, oppure l’acqua corre sotterranea, negli sconosciuti meandri della terra per poi inaspettatamente riaffiorare in doline e caverne o addirittura nel mare in polle d’acqua dolce.

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Le pozzelle in Salento sono ingegnosi sistemi di ritenzione e conservazione dell’acqua di origini antichissime in un luogo in cui appunto le falde acquifere sono profonde e difficili da raggiungere. Si tratta di rudimentali ma efficacissimi pozzi che venivano ricavati in una depressione naturale del terreno dove solitamente si addensavano le acque piovane. Tali depressioni venivano lastricate e rivestite di pietre a secco per evitare la dispersione dell’acqua nel terreno. Sopra il bacino idrico veniva poi costruito, a cerchi concentrici di pietre a secco che si riducono verso l’alto, dei coni di pietra, rivestirti esteriormente di pietrame e terra. Tale operazione serviva per evitare che il calore del sole favorisse l’evaporazione dell’acqua e che il contatto con l’esterno ne pregiudicasse la potabilità.

In cima il cono di pietre veniva chiuso da un grosso masso forato al centro, che costituiva la vera e propria imboccatura del pozzo.
Intorno alle pozzelle già nell’antichità sorgevano gli insediamenti urbani, a testimonianza di quanto fosse importante e vitale l’accesso e la conservazione dell’acqua. Non solo ma accanto alle pozzelle passavano importanti vie di comunicazione del territorio.

Le pozzelle, come del resto le altre antiche architetture pugliesi, come le pajare o i trulli, rappresentano un ottimo esempio delle capacità e del grado di conoscenza tecnico scientifica raggiunto dalla popolazione, non solo, ma l’utilizzo così ingegnoso e prezioso di materiali poveri, facilmente reperibili sul posto sono ancora oggi guardati con ammirazione dai sostenitori dell’edilizia sostenibile e di un rapporto non distruttivo e compatibile con l’ambiente.

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