Le tavole di san Giuseppe

A Nociglia, in occasione della festa di San Giuseppe, si rinnova la tradizione delle tavole imbandite la sera del 18 marzo 2012.
Rappresenta ogni anno la meta di centinaia di turisti, e consente all’ospite di vivere una giornata particolare della quale sono elementi fondamentali la tavola e la tradizione. La festa di San Giuseppe è il rinnovo di una festa contadina, nata spontaneamente in un tempo lontano, in un’economia agro – pastorale che a tutt’oggi permette di cogliere l’essenza di una società tradizionale; questa come tutte le feste contadine ha origine nella necessità di trovare momenti di festa, di ringraziamento e di propiziazione per rinnovare l’eterno contratto fra l’uomo, la divinità e la natura.

Che il culto di San Giuseppe abbia raggiunto grandissime vette di popolarità anche fuori dal Salento, lo dimostrano le dichiarazioni di moltissime chiese relative alla presenza di sue reliquie. Per fare qualche esempio particolarmente significativo: nella chiesa di Notre-Dame di Parigi ci sarebbero gli anelli di fidanzamento, il suo e quello di Maria; Perugia possiederebbe il suo anello nuziale; nella chiesa parigina dei Foglianti si troverebbero i frammenti di una sua cintura; ad Aquisgrana si espongono le fasce che avrebbero avvolto le sue gambe e a S. Maria degli Angeli in Firenze gli abitanti dichiarano di essere in possesso del suo bastone.

La rappresentazione della “Tavola di San Giuseppe e della Sacra Famiglia” in generale in Salento, ricorda le Tavole che costituivano il pranzo offerto in onore di S. Giuseppe. Venivano imbandite nella stanza più spaziosa della casa, e il visitatore, entrando, trovava diverse tavole,benedette dal parroco del paese, tutte coperte da candide tovaglie e imbandite con le pietanze di rito. Anche durante la notte la casa rimaneva aperta, mentre i padroni vegliavano pregando.
A Nociglia venivano invitati parenti e amici, e sulla tavola più grande, al centro, veniva sistemata la statua o l’immagine del Santo circondata da fiori e candele accese. La tavola di S. Giuseppe a Nociglia era una tradizione che si rinnovava presso tutte le famiglie povere e benestanti con devozione; oggi viene perpetuata da pochi. Orientando la propria vita sulla lieve traccia di alcuni sogni cui gli angeli recavano i messaggi del Signore, Giuseppe diventò una luce dell’esemplare paternità, anche se fu molto silenzioso; ma fu sempre accanto al Figlio  con fede, obbedienza e disponibilità ad accettare i piani di Dio.
Sulle tavole di Nociglia ancora oggi si allestiscomno fiori, in onore della leggenda del matrimonio con Maria, per cui vi sarebbe stata una gara tra gli aspiranti e quella gara sarebbe stata vinta da Giuseppe, in quanto il bastone secco che lo rappresentava sarebbe improvvisamente e prodigiosamente fiorito. Si voleva ovviamente con ciò significare come dal ceppo inaridito del Vecchio Testamento fosse rifiorita la grazia della Redenzione.

Questo si ricorda oggi, in alcuni luoghi della cittadina appositamente allestiti, con le tavole ospitano dai 3 ai 7 commensali che prima di mangiare invocano San Giuseppe, la Madonna, San Gioacchino, Gesù e Sant’Anna.
Colui che rappresenta San Giuseppe siede a capotavola, e battendo il bastone per terra, dà inizio al pranzo dopo aver recitato una preghiera e aver battuto dei colpi con la posata sul bordo del piatto.

In ricordo della povertà del Santo, le pietanze (cotte e cude) sono umili anche se numerose: grossi pani a forma di tarallo con in mezzo un’arancia, finocchio, pasta condita con ricotta fresca e miele,  cavoli fritti, stoccafisso, cipolle, vino, rape, olio, ceci, pesci.

Info:
Comune tel. 0836936008

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