Le tradizioni legate a San Pietro e San Paolo a Galatina

Le tradizioni legate a San Pietro e San Paolo a Galatina, dal 28-6-2013, al 29-6-2013, Galatina

Le tradizioni legate a San Pietro e San Paolo a GalatinaLa leggenda narra che sia San Pietro che San Paolo si fossero fermati a Galatina durante i loro viaggi di evangelizzazione; tra fede e tradizione, preghiere e folklore, inni sacri e suono di tamburello, la festa si ripete anno dopo anno.
Ogni anno la festa di San Pietro e Paolo è carica di significati, simboli e ricordi e la devozione per i Santi Patroni s’intreccia al fascino emanato dal “tarantismo”.
I due santi sono accomunati nella venerazione poiché ad essi si attribuisce una parte preponderante nella nascita della Chiesa: Pietro, riconosciuto da Gesù stesso come suo rappresentante in terra dopo la sua ascesa in cielo; Paolo, “Apostolo delle genti”, primo artefice della diffusione del Vangelo nel mondo.

A Galatina la Chiesa che custodisce il simulacro di San Paolo e il busto reliquiario di San Pietro, si affolla di devoti, durante i giorni della festa; nella suggestiva Cappella di San Paolo, ove un tempo avveniva il rito per la guarigione delle “tarantolate”, le donne cioè morse dalla tarante, mazzi di fiori e ghirlande vendono deposti in continuazione.
Pietro si chiamava Simone; morì crocifisso nel 67 d.C. dopo aver predicato il vangelo per tutta la vita: un uomo dal forte carattere, controverso, pieno di debolezze e forse proprio per questo così umano, così vicino al popolo. La sua tomba si trova nella Basilica del Vaticano. E’ patrono di macellai, pescatori, taglialegna, fabbri, fornai, calzolai.
Paolo si chiamava Saul,era un ebreo osservante e inizialmente combatté contro la dottrina cristiana; poi si convertì e fu accolto dagli Apostoli come loro pari.

Nell’ambito della comunità contadina, a Galatina si temeva che durante la mietitura del grano, un ragno velenoso, la tarantola potesse “pizzicare” le persone, provocando con il suo morso una serie di crisi isteriche, espresse poi in balli frenetici, e prolungati fino allo sfinimento. Queste danze convulse erano accompagnate ed esorcizzate con la musica. Si poteva guarire solo bevendo l’acqua miracolosa del pozzo della cappella di San Paolo a Galatina.
Si narra che l’Apostolo, infatti nell’isola di Malta, fu morso da un serpente, ma sopravvisse al veleno, protetto dalla fede e dall’intercessione divina.

A volte nessuna testimonianza scritta resta a suffragare l’origine o il perché del persistere di certi rituali e il vuoto documentario è una sofferenza per lo storico.
Ma le assenze non influenzano le credenze popolari. Non a caso, a supplire
la carenza delle carte, vi è sempre la copiosa tradizione orale: il festeggiamento delle “tarantolate”, a Galatina, è una cerimonia particolarissima dove antiche credenze pagane e stati estatici collettivi, fenomeni di possessione e coinvolgimenti emotivi delle persone che assistono, si concentrano per dare vita a un complesso di manifestazioni forse uniche nel mondo.

Non vale la pena parlare di sottocultura del sacro o di religiosità sommersa, per la festa di San Pietro e Paolo di Galatina, perché il realismo fenomenologico di questa festa è quanto mai ricco e convincente, anche se, per certi versi, ancora intatto e sconosciuto alla penna di tanti demologi e antropologi. Perciò, non stupisce come la ricerca e l’indagine puntuale delle varie situazioni in loco, abbiano evidenziato un rinnovato vigore e una precisa volontà collettiva a riappropriarsi di quel suggestivo planetario del passato, che a tutti, per un magico inganno della memoria e del cuore, pare essere stato tanto carismatico.
E ancora le leggende narrano che San Paolo fosse arrivato a Galatina a seguito di un naufragio e che avesse trovato aiuto da una famiglia del posto. Per ringraziarla della carità ricevuta, il santo avrebbe donato alla famiglia e ai suoi discendenti la capacità di guarire le persone dagli effetti dei veleni dando loro da bere l’acqua del pozzo dell’abitazione.
Intorno alla piccola cisterna successivamente venne costruita la chiesa dedicata al culto dei santi Pietro e Paolo, che ancora oggi si riempie di gente devota, nei giorni della festa.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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