Melendugno e la Sagra della cozza piccinna

Le sagre gastronomiche in Salento, rappresentano i rinomati appuntamenti culinari dei weekend fuori-porta che spingono stuoli di gitanti  a calcare le strade dei borghi di provincia con lo scopo di assaporare piatti e ricette di dichiarata tradizione locale.
La sagra della Cozza Piccinna di Melendugno, rappresenta un momento per degustare un antico e tradizionale piatto salentino a base di lumachine di campagna, cucinate secondo la tradizione.
Le lumache in Salento si possono trovare nei mercati di paese, ma molte persone di Melendugno vanno a raccoglierle manualmente nella campagna subito dopo un temporale. Infatti, queste escono allo scoperto a seguito della pioggia. Andare in campagna alla ricerca delle lumache sembra davvero un ritorno al periodo dei cacciatori–raccoglitori, un pezzo di ancestralità di cui è fatto ancora tutt’oggi il Salento.

Erede probabilmente delle antiche cerimonie con le quali in passato si usava accompagnare la consacrazione di edifici di culto mediante fiere, mercati e consumo collettivo di cibo,  questa sagra di Melendugno rappresenta oggi uno degli eventi ludico-popolari di maggiore consenso da parte dei turisti, cui aderiscono numerosi abitudinari della cosiddetta vacanza “mordi e fuggi”. Rappresenta inoltre, una delle modalità più ricorrenti con cui la società urbana si rapporta al mondo delle tradizioni culinarie antiche.

Infatti la preparazione della “cozza piccinna” a Melendugno risale ai tempi antichi: si mettono le lumache in una catinella di acqua fredda con un pugno di sale grosso e mezzo bicchiere di aceto, scuotendole di tanto in tanto con le mani in modo che buttino dal guscio molta della loro bava.
Si risciacquano due o tre volte e infine si mettono nell’acqua bollente per 10 minuti. Dopo un’altro e definitivo risciacquo, mani esperte strapperanno una ad una le lumache dal guscio, avendo cura di levare il sacchetto verde.

Gli esperti cuochi di Melendugno prepareranno una salsa con olio, pangrattato, aglio, prezzemolo, sale e pepe, e serviranno le lumache nei modi più disparati. Talvolta con aggiunta di peperoncino.
Un’antica ricetta vuole che le lumache si rimettano nel guscio, che sarà poi riempito con la salsa: i gusci verranno disposti in un tegame e fatti cuocere per due ore, aggiungendo un po’ d’acqua di tanto in tanto.
In alternativa si potranno gustare lumache messe nel tegame senza guscio con la salsa e un po’ di vino bianco salentino, oppure si possono anche passare le lumache al tritacarne e poi cuocerle con la salsa.

Insomma le sagre del Salento, proponendo specialità a volte singolari, come nel caso della cozza piccinna, si configurano come realtà ibride e multiformi situate a cavallo tra la festa popolare tradizionale e il fenomeno della mini-imprenditorialità . Realtà che, nella riproposizione di scenari e atmosfere tipiche della “civiltà” contadina del Salento, perseguono essenzialmente l’accaparramento dei flussi turistico-vacanzieri.
Nel caso di Melendugno, la coerenza con le tradizioni gastronomiche autoctone è molto forte.

La sagra della cozza piccinna, ha il ruolo di promuovere le risorse produttive presenti nelle aree rurali del territorio, spesso devitalizzate dal persistente sottosviluppo che caratterizza queste zone.
Inoltre la sagra offre a Melendugno la possibilità di inserirsi all’interno di circuiti vacanzieri che, per quanto limitati ad un turismo veloce, e per quanto circoscritto agli spazi del del periodo estivo, sono tuttavia ritenuti in grado di attivare un ritorno vantaggioso per la rivalorizzazione culturale ed economica di questa graziosa cittadina salentina.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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