Processione del Bacio a Troia

Si perdono nella notte dei tempi, le origini della processione del Bacio che viene celebrata a Troia, in Puglia. Il Bacio affonda le sue radici nel periodo della dominazione spagnola, ma sicuramente si rifà alle sacre rappresentazioni medioevali.
La venerazione tradizionale verso la Madre di Dio in questo paese della Puglia ha il suo punto di partenza nelle vicende storiche di quando in una piccola chiesetta era venerata una splendida immagine di Maria circondata da una schiera di figure angeliche, contenuta in un affresco murale sulla parete di fondo dell’edificio.
Si narra di miracolose apparizioni della Vergine a Troia, questa piccola città a ridosso del Tavoliere delle Puglie, di poco più di 7.000 abitanti, dove la splendida Concattedrale della Assunta, dove il rito ha luogo, è un ragguardevole esempio di romanico a croce latina.

In quanto alle tradizioni, la Settimana Santa troiana vanta una processione unica in tutta la Puglia: quella del Bacio, che si svolge al mattino della Domenica di Pasqua, nel 2012 il 9 Aprile.
I riti della Domenica di Pasqua a Troia hanno profondo valore spirituale e simbolico: si svolgono tra misteri e sangue, tra cultura popolare e folklore; ed offrono al popolo la possibilità di estraniarsi dal reale, anche se solo per qualche ora, di dimenticare convenzioni e ruoli sociali.
In particolare in questo rituale del Bacio, di natura ecclesiastica, il popolo cerca di espellere le forze malefiche che sembrano influenzare il suo vivere quotidiano; e rinnovato e purificato, ricerca la gioia.
Questo anelito di felicità, questa pratica di riscatto umano e territoriale, sono collettivi.

Nella piazzetta antistante la Cattedrale, l’incontro delle statue della Madonna con Gesù termina  con la suggestiva e commovente scena del bacio. La statua della Madonna parte dalla chiesa di San Domenico e, nel frattempo, dalla parte opposta della città (chiesa di San Francesco), muove quella del Salvatore, adornata dalle Palme Benedette la domenica precedente. Esse simboleggiano la morte e la resurrezione, il culto della fecondità: la semina e la mietitura. E a Troia, simbolo di fecondità, di rinascita, nucleo vitale sono anche le uova, sempre in numero dispari, con cui si adornano i tortini di pane, i pani rituali, ed i cibi pasquali tipici della Puglia.
I due simulacri si dirigono verso la piazza antistante alla Basilica Cattedrale dove avviene il rito del Bacio.

Le due statue tra il silenzio della folla, vengono lentamente avvicinate e poi ritratte per due volte.
E’ il terzo incontro quello conclusivo. Tra uno scrosciare di battimani, la statua del Salvatore viene fatta inchinare per il Bacio sino ai piedi della Madonna,in un suggestivo momento commovente, e molto sentito dalla popolazione.

La banda cittadina intona classicamente e tradizionalmente la marcia tratta dal “Mosè” di Gioacchino Rossini.
La domenica di Pasqua con i suoi rituali complessi esprime la religiosità della popolazione di Troia.
Gli antichi rituali della Domenica di Pasqua sono per lo più comuni a tutti quelli degli altri paesi della Puglia, e hanno subito profonde trasformazioni, soprattutto nelle aree in cui i processi di evoluzione economica e tecnologica hanno mutato radicalmente le condizioni di vita della popolazione. Ma il rituale della Processione del Bacio resta immutato nei secoli, e suggestivo tanto da attirare persone da ogni parte d’Italia.

Per info Comune:0881-972412

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