Puglia 1918 -1945

Tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale 1918-1939/45
Per quei pochi che riuscirono a tornare dalla guerra la delusione fu tanta, in quanto anziché trovare il pezzo di terra promesso si trovarono ad essere i protagonisti di un dopoguerra caratterizzato da fame e disoccupazione.

In aggiunta a questa grave situazione, i partiti non riuscirono ad orientare le masse in quanto la sinistra era ancora legata ad una concezione liberale di Stato, la destra storica si preoccupava di tutelare interessi corporativistici mentre il partito cattolico, collocato al centro dello schieramento politico nazionale, era ancora alla ricerca di una propria identità culturale. Non è difficile quindi capire come in questa situazione il fascismo, che nel resto del Mezzogiorno cominciò a svilupparsi solo dopo la marcia su Roma, in Puglia invece, aveva attecchito già da molti anni.
Fu proprio in questi anni che fu risolto uno dei maggiori problemi pugliesi: la mancanza di acqua. Infatti al costruzione dell’Acquedotto Pugliese iniziata nel 1902 con un progetto limitato all’utilizzo delle sorgenti di Capo Sele da parte di 52 comuni, portò nell’estate del 1915 a Bari, e precisamente in Piazza Umberto, a quello che fu definito da Dannunzio il primo superbo zampillo. Nel 1923, grazie ad ulteriori stanziamenti di fondi la cerchia di comuni erogatori si estese a 118 e nello stesso tempo con un’apposita legge veniva istituito l’Ente Autonomo Acquedotto Pugliese, che affidava a Cesare Brunetti, la realizzazione del Palazzo dell’Acquedotto a Bari.
Nel 1922 fu accolto dal Ministro della Pubblica Istruzione il progetto di Legge Marini che prevedeva l’istituzione di un’Università degli Studi a Bari che aprì il suo primo anno accademico nel maggio del 1925. Nacque anche l’Ente Pugliese per la Cultura Popolare e l’Educazione Professionale che tutelava il diritto allo studio e all’assistenza scolastica con l’intento di contribuire ad una diffusione della cultura.
Nel 1930, Vittorio Emanuele III inaugurava la Fiera del Levante che si rivelerà un polo di sviluppo economico e sociale di tutta la Puglia.


Tra gli anni Trenta e Quaranta l’economia pugliese era al collasso e fra le poche iniziative sociali intraprese vi furono i lavori di bonifica

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