VIII edizione delle Tavole di San Giuseppe a Minervino

VIII edizione delle Tavole di San Giuseppe a Minervino, dal 18-3-2013 al 19-3-2013, dalle ore 19.00 alle ore 24.00, Minervino di Lecce

La popolare festa religiosa di San Giuseppe, in Salento è principalmente fenomeno antropologico, con caratteristiche diverse e con manifestazioni di fede comunque tutte
ispirate all’ancestrale culto del santo.
A Minervino per esempio, si organizzano delle tavolate, piccole o grandi a seconda della disponibilità di chi le prepara, che le famiglie imbandiscono ogni anno in onore del Santo. Vengono abbellite con il miglior tovagliato, addobbate con fiori ed arricchite con numerose pietanze sapientemente disposte a partire dalla figura centrale dell’immagine del Santo posta sulla tavola.
L’evento, patrocinato dalla Camera di Commercio di Lecce, dalla Regione Puglia e Provincia di Lecce, prevede un allestimento curato nei minimi particolari: le case dei devoti si trasformano in piccole chiese che ospitano il banchetto in onore del Santo, dove primeggiano i pani a ciambella arricchiti da artistici decori, che ricordano quale santo siederà in quel posto.

In Salento le espressioni di questa devozione religiosa verso San Giuseppe, sono manifestate nelle sue diverse peculiarità; a Minervino la festa di San Giuseppe non è solo un momento di straordinaria e teatrale religiosità, ma è la rappresentazione, e la messa in scena, della civiltà contadina, delle sue genti, dei suoi riti, dei suoi costumi, delle sue tradizioni. Già il 18 Marzo, dalle ore 19 inizieranno le visite alle tavole di San Giuseppe, allestite e imbandite dai devoti per ricevere la protezione del Santo, per chiedere una grazia o per adempiere ad un voto a Lui chiesto. Le porte resteranno aperte fino a mezzanotte, in segno di ospitalità verso il prossimo.

Minervino diventa così un paese a cui ci si sente intimamente legati dal comune sentimento di devozione verso un Santo, capace di unire storie lontane, ma straordinariamente affini nel vivere i più alti ideali e valori socio-religiosi, i cui segni si rinverdiscono e ritornano, come per miracolo, ogni anno, nel nome di San Giuseppe.
Ritornano soprattutto il 19 marzo, già alle prime luci dell’alba, quando le persone che rappresenteranno i 13 santi, ospiti della tavola, si recheranno in chiesa per confessarsi per poi andare a pregare nella casa che li vedrà protagonisti dell’antico rito. A mezzogiorno, siederanno intorno alla tavola imbandita e apparecchiata a festa, dando inizio al banchetto per assaggiare tutte le pietanze.
Si mangeranno quindi “lampascioni” classiche cipolline selvatiche, rape, “vermiceddhri” con cavoli, pesce fritto, pettole, zeppole, puccia di San Giuseppe. La vera Tavola di San Giuseppe impone la preparazione di 169 piatti, cioè 13 pietanze per 13 santi. I cosiddetti “santi” impersonati da amici o parenti delle famiglie, vanno da un numero minimo di tre (rappresentanti solo San Giuseppe, Gesù Bambino e la Madonna) a un numero massimo di tredici.

In tutto il Salento la festa di san Giuseppe evoca miti e rituali lontani, e testimonia un legame tenace con la cultura e la religione dei padri. A Minervino questa festa è anche una festa di chiesa, di piazza e di casa, in quel suo imbandire le tavole e ritrovare e rivivere sentimenti antichi, che tornano in una gestualità simbolica e che, da anni si ripetono sempre uguali. Ci sarà infatti una grande tavola apparecchiata in piazza, e alle ore 12.00 del 19 Marzo, i santi si siederanno e cominceranno a mangiare, sotto le luminarie, davanti agli occhi dei presenti.
Nel 2013 si è giunti ben alla VIII edizione consecutiva delle Tavole di San Giuseppe a Minervino: è una festa, quella di san Giuseppe, che in passato valeva una specie di riscatto per quanti erano oppressi, nel vivere quotidiano dalla miseria, dalla fame e dalla umile condizione di sudditanza a soprusi e angherie.
Una festa, dunque, che giungeva ogni anno, sul far della primavera, quale provvidenziale strumento di sopravvivenza, di dignità interiore e di speranza duratura per le folle di emarginati
Un tempo c’era anche l’usanza di realizzare in molte case l’altare di san Giuseppe; e oggi e come ieri, là dove si perpetua tale tradizione, questo manufatto devozionale viene esclusivamente realizzato dalle donne di casa, secondo un codificato rituale, che si tramanda nella medesima famiglia, anche da più secoli, di madre in figlia, facendo di San Giuseppe il nume tutelare domestico.

Un simile miscuglio di tradizioni è presente anche in altre zone del salento: Giurdignano, Poggiardo, Uggiano la Chiesa, Palmariggi, Cocumola, Casamassella, Otranto, Lizzano , San Marzano di San Giuseppe , San Pietro Vernotico, San Donaci; persino in Abruzzo si ha traccia delle Tavole di San Giuseppe, a Monteferrante. Sono espressione di come, nell’immaginario popolare, il sacro e il profano, spesso commisti a rituali magici dal sapore pagano o intrisi di superstizioni, nella cultura di un popolo convivono tacitamente, senza alcuna differenziazione, per mantenere vive le tradizioni, come a Minervino.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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