Gallipoli festeggia Sant’Agata

5-2-2014 #salento #festereligiose #gallipoli

Ricordare alcune fra le più importanti feste patronali in onore di Sant’Agata, che costellano il calendario salentino, vuol dire per forza tacere di molte altre, non meno interessanti e ricche di storia e tradizione. Fra tutte le città italiane di cui sant’Agata è compatrona, Gallipoli e Galatina sono coinvolte in una singolare contesa che vede come protagonista una reliquia di sant’Agata, la mammella.

Agata

Gallipoli festeggia Sant’Agata nella Basilica Cattedrale dedicata proprio alla Santa: l’altare recinto da un’elegante balaustra marmorea con motivi ornamentali molto elaborati, reca scudi coronati con i motivi simbolici degli strumenti del martirio subito da S. Agata. Adornato di fiori freschi, viene rinnovato anno dopo anno dai gallipolini, che ricordano l’evento del 1126, quando i Sacri Resti della Santa, provenienti da Costantinopoli, giunsero a Gallipoli.
Si dice che fosse stata Sant’Agata stessa a volerlo, richiedendolo espressamente a due militari a lei devoti, il provenzale Gisliberto e il pugliese Goselmo. Più volte la Santa pare fosse apparsa loro in sogno, finché una notte i due decisero di sottrarre le sacre spoglie dalla chiesa di Costantinopoli dove erano venerate. Per sfuggire più facilmente ai controlli dovettero sezionare il corpo della santa in cinque parti, per poi nasconderle dentro le faretre in cui normalmente si riponevano le frecce. Si narra che poi le avessero ricoperte con petali di rosa profumati.
I due militari presero una nave e si diressero in Sicilia, ma prima si fermarono in Salento, luogo in cui era nato Goselmo, e per suo desiderio vi lasciarono una preziosa reliquia, una mammella.

La storia narrata ogni anno dagli altari della Basilica Cattedrale, vuole che la teca contenente la reliquia fosse modellata nell’argento ma nel 1380 venne portata nella chiesa di Santa Caterina D’Alessandria a Galatina, dove attualmente è custodita. Lo stemma civico di Gallipoli, inciso alla base del reliquiario, venne levigato, quasi a voler cancellare la provenienza del Sacro Cimelio.
Oggi a Gallipoli, nel “Tesoro” della Basilica Cattedrale di S. Agata resta solo il basamento inferiore della reliquia, in argento e cristallo, ma i cittadini non per questo sono meno devoti alla Santa, organizzando anno dopo anno una grande festa in  suo onore.

Da sempre a Gallipoli, Sant’Agata ha fatto i “miracoli”, ed è anche per questo che i gallipolini attribuiscono al “rito” religioso del 5 Febbraio un intervento soprannaturale. In passato a questi “miracoli” erano legati antiche tradizioni per scongiurare calamità, disgrazie, carestie e disastri d’ogni genere. Oggi questa superstizione è scomparsa, ma la devozione alla Santa è un tratto caratteristico della storia del Salento e ha consentito ai gallipolini, anche sotto il giogo delle più ostili e tiranniche dominazioni, di esprimere il proprio senso artistico, la genialità gastronomica, lo spirito più profondo e autentico del popolo.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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