Gara di barche per la festa di Santa Cristina, a Gallipoli

Gara di barche per la festa di Santa Cristina, a Gallipoli, dal 24-7-2013 al 26-7-2013, Gallipoli

Gara di barche per la festa di Santa Cristina, a GallipoliLa vera devozione per Santa Cristina, a Gallipoli, ha origini antiche; la piccola Chiesa di Santa Cristina, situata presso il Porto Peschereccio conserva una suggestiva statua di Santa Cristina di Bolsena; sconsacrata per un certo periodo e adibita a deposito delle reti dei pescatori, fu riaperta al culto nel 1865, e oggi è meta di migliaia di devoti.
Per Santa Cristina si organizzano ogni anno solenni festeggiamenti in occasione dei quali vale l’invito della Chiesa a rivedere i contenuti della propria devozione. Non basta infatti una devozione fatta di parole o di semplici gesti esterni, ma si è veramente devoti quando la festa diventa incontro sacramentale: portando il Simulacro della santa per le strade della cittadina salentina, si vuol sottolineare che l’esempio che la Santa ha lasciato deve essere vissuto in tutta la vita quotidiana, come la strada di fatto indicata.

Santa Cristina di Bolsena, fu martirizzata nell’anno 200, e la venerazione popolare per la santa bambina è sempre stata molto grande in tutta la zona del Salento. Si narra che la piccola Cristina, per la sua straordinaria bellezza, venne segregata in una torre dal padre Urbano il quale la fece flagellare e rinchiudere in carcere a causa della fede cristiana della giovinetta, e in seguito la consegnò ai giudici che le inflissero terribili supplizi. Nel carcere dove fu portata venne guarita da tre angeli. Venne poi condotta al supplizio finale: legatale una pesante pietra al collo, la gettarono nelle acque di un lago; la pietra però, sorretta dagli angeli, galleggiò e riportò a riva la fanciulla.
Il padre morì e Cristina fu ricondotta in prigione e condannata definitivamente.
Santa Cristina a Gallipoli rappresenta dunque un gran tesoro, quello della spiritualità; rappresenta il modo di cogliere il senso di una vita che possa farsi interprete dei valori grandi che Santa Cristina ha trasmesso a tutti.
L’ intento della Festa religiosa di Gallipoli è quello di trasmettere a tutti i devoti, ma soprattutto ai bambini, sin da piccolissimi, lo stesso amore e devozione che tutta la cittadinanza esprime nei confronti della Santa, nonché creare le fondamenta e il futuro per il mantenimento di questa magnifica espressione di fede.

In occasione della Festa religiosa infatti viene organizzata una suggestiva gara di barche attorno all’Isola di Sant’Andrea: con una estensione di circa cinque ettari e dotata di un faro a luce mobile e un’ altro a luce bianca fissa, l’isoletta è un sito di notevole importanza faunistica; la regata che vi si svolge ogni anno si presenta come occasione di incontro e di condivisione in pieno stile marinaro, e offre la possibilità di rivivere insieme le emozioni nautiche. Sarà una vera e propria competizione condotta da professionisti della vela che si sfidano su varie imbarcazioni, in cui i protagonisti saranno coinvolti in giochi d’impegno fisico, arguzia e spontaneo divertimento.

Nei pressi di Gallipoli, sono presenti un’altra isoletta (Isola del Campo) e uno scoglio, lo Scoglio del Lazzaretto nei pressi della capitaneria di porto di Gallipoli che ragaleranno panorami unici: dal primo momento in cui si mette piede a Gallipoli in occasione della regata, fino al giorno dei saluti finali, si scopre un modo assolutamente suggestivo, sicuro e alternativo di trascorrere il tempo in Salento, tra panorami mozzafiato, di quelli da ricordare e da custodire gelosamente.
Non mancheranno le specialità culinarie come la famosa Scapece gallipolina: questo piatto ebbe la sua origine nel periodo in cui Gallipoli, città marinara, era costretta a subire gli assedi da parte delle potenze mediterranee. Per scongiurare la fame era necessario rifornirsi di cibo da conservare per molto tempo e il pesce, abbondante nei mari intorno alla città, si prestava a questo uso. Infatti l’ingrediente principale della scapece è il pesce che viene fritto e fatto marinare tra strati di mollica di pane imbevuta con aceto e zafferano all’interno di tinozze chiamate, in dialetto gallipolino, “calette”. Lo zafferano dona al piatto il colore giallo che lo rende caratteristico.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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