La processione dei Santi patroni di Troia

La processione dei Santi patroni di Troia, dal 13-7-2013 al 20-7-2013, Troia

La processione dei Santi patroni di TroiaA Troia, ridente cittadina del foggiano, la festa dei Santi patroni evoca miti e rituali lontani e testimonia un legame tenace con la cultura e la religione
dei padri. Caratteristica è la suggestiva processione di Sant’Urbano, Sant’Anastasio, San Eleuterio, San Secondino, San Ponziano: 5 santi in processione in una festa di chiesa, di piazza e di casa, per ritrovare e rivivere sentimenti antichi, che tornano in una inconscia e stratificata gestualità simbolica e che ogni anno si ripetono sempre uguali.
I Santi Patroni di questa cittadina che sono ben sei: Sant’Eleuterio vescovo, San Ponziano papa, Sant’Anastasio confessore, San Secondino vescovo, Sant’Urbano papa ed Sant’Anzia, madre di Sant’Eleuterio. Prima della processione, nei giorni dal 13 al 17 luglio 2013 i Venerati Busti d’argento e le Sacre Reliquie dei Santi Patroni verranno esposti nella splendida Cattedrale di S. Maria Assunta, a ricordo di ciò che avveniva in passato: un tempo la venerazione dei busti e delle reliquie valeva una sorta
di compensazione per quanti erano oppressi dalla miseria, dalla fame e dalla umile condizione di sudditanza a soprusi.
La festa in onore dei Santi patroni, dunque giungeva ogni anno quale provvidenziale strumento di sopravvivenza e di speranza.

Il 18 luglio 2013 a partire dalle ore 20 circa,  avrà luogo a Troia questa fastosa processione, in cui è ancora possibile ascoltare il passato per il tramite di un fascinoso rituale collettivo che ritorna intatto, e in cui la comunità si riconosce.
Si narra infatti che nei giorni tra il 18 e il 20 luglio dell’anno 1105 giunsero a Troia le reliquie di Sant’Eleuterio, di sua madre Sant’Anzia, di San Ponziano e di Sant’Anastasio dopo essere state trafugate da due monaci presso la città laziale di Tibera; i monaci si fermarono in località Buccalo, a pochi chilometri da Troia, e da qui le reliquie vennero portate in processione a Troia fino alla Chiesa di S. Maria; in pochi anni venne completata la Cattedrale (1119) in onore dei Santi.

Ogni devoto a Troia si ritrova il perpetuarsi di questo culto santorale, che connota non solo la religiosità propria di questa cittadina pugliese, ma anche la sfera fenomenologica del sociale. Di questi santi a Troia era già praticato il culto di S. Eleuterio che fu vescovo della città di Aecae, presso le cui rovine era stata fondata Troia.
Altro vescovo di Aecae, e pertanto ulteriore patrono di Troia, fu San Secondino che venne espulso dall’Africa settentrionale insieme ad altri 11 sacerdoti da parte dei Vandali di Genserico.
Di Sant’Urbano papa, martirizzato nel III sec. d. C. a Troia si conserva il teschio donato da papa Alessandro VI sul finire del XV secolo: divenne patrono di Troia quando gli fu attribuita la guarigione miracolosa, avvenuta nel 1670, di Giulia Guevara, moglie del principe Giovanni D’Avalos, allora feudatario di Troia. Costui fece realizzare i cinque preziosi busti d’argento dei Santi Urbano, Secondino, Anastasio, Ponziano ed Eleuterio
Gli aspetti storico-religiosi della devozione, a Troia costituiscono lo sfondo integratore della festa, e si mostrano non già come elementi nodali ma quali utili mediatori e facilitatori nell’intercessione dei Santi. I busti d’argento così venerati nella cittadina, veri capolavori di artigianato, furono eseguiti a Napoli negli ultimi anni del XVII secolo e nei primi del XVIII.

Dalla Cattedrale di S. Maria Assunta inizia la processione dei Santi Patroni, il 18 luglio, con il seguente ordine: la Croce, i bambini travestiti da guardie svizzere, il Gruppo dei Santi Patroni col proprio gonfalone, il busto d’argento di S. Urbano papa contenente la reliquia del suo teschio, quello di S. Secondino vescovo, quello di S. Anastasio confessore, quello di S. Ponziano papa e quello di S. Eleuterio vescovo.
Dietro sfilano le confraternite troiane di S. Giovanni di Dio, dell’Addolorata, del SS. Sacramento e dell’Annunziata, contraddistinte dal relativo gonfalone, dai colori del proprio abito e dai rispettivi simboli, con il reliquiario di S. Anzia.
Al termine dell’itinerario della processione i busti d’argento ed i reliquiari verranno disposti ad arco di cerchio in Piazza Giovanni XXIII, di fronte alla Cattedrale di S. Maria Assunta, tra ali di folla commossa, prima di essere riportati in Cattedrale.

Questo affascinante rituale che si ripete anno dopo anno, si origina proprio da un sentimento di rispetto per quella concezione cultuale, nel mentre ripercorre, sul filo della memoria e alla luce delle persistenze dell’oggi, una antica storia di fede, così come viene custodita e alimentata a Troia, cittadina che certamente annovera un patrimonio di tradizioni tra i più ricchi e suggestivi della geografia cattolica.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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