Le pajare del Salento

La Puglia è stata sempre abitata, sin da epoche remote, come testimoniano i numerosi ritrovamenti di preziosi reperti della vita di un tempo, le punte di frecce di selce ed ossidiana rinvenute nelle grotte, e le pitture rupestri con scene di caccia e famigliari come nella Grotta dei Cervi vicino ad Otranto, il vasellame dei tumuli funerari scavati nel tufo, come quelli trovati negli ipogei di Canosa, il famoso scheletro dell’Uomo d’Altamura, che si pensa sia vissuto addirittura 250.000 anni fa! Tutte testimonianze queste di un lungo rapporto dell’uomo con questa bellissima terra, all’apparenza aspra e difficile, con le sue scoscese gole tagliate dai torrenti, gli altopiani pietrosi delle Murge e le oscure foreste, come la Foresta Umbra sul Gargano.

 

lu furnu hdr - paesaggi del salento

Un altro esempio importante del rapporto dell’uomo con la terra in Puglia lo troviamo nelle innumerevoli incredibili costruzioni che per millenni hanno costellato il territorio. Trulli, liame, pajare, rappresentano una eccelsa capacità delle popolazioni, quelle più umili in definitiva, di utilizzare le scarse risorse che il territorio offriva per costruire abitazioni, rifugi e ripari che nel corso del tempo hanno conosciuto un evoluzione tecnica tale da rendere questi edifici non solo efficaci per l’uso a cui erano destinati, ma anche eleganti e ricchi di suggestione per noi che li visitiamo oggi, o in cui ci fermiamo a pernottare durante le nostre vacanze in Puglia. I trulli, nella zona di Alberobello sono significativi di queste antiche tecniche costruttive: una cerchia di mura realizzata con pietre a secco che, raggiunta una certa altezza si restringono in maniera concentrica fino a formare la tipica copertura a forma di cono chiusa in punta da un elemento decorativo.

Il trullo nasce essenzialmente come geniale elaborazione e “scappatoia” di un’imposizione legislativa, l’obbligo cioè di costruire “a secco” senza l’uso di malta e calce per evitare di pagare alcune imposte regie, per cui il trullo rappresentava lo stato dell’arte per la sua sintesi costruttiva, il modo più efficace di costruire un edificio completamente “a secco”.

Il trullo probabilmente è quindi l’elaborazione di ben più antichi edifici che contadini ed agricoltori erigevano nei campi, nei confini tra un possedimento e l’altro: le pajare.

Ardite costruzioni in pietra, consistono di due perimetri di muro, le cui pietre sovrapposte senza l’uso di calce o malta in due file parallele lungo il perimetro, formano un’intercapedine che viene riempita di sassi più piccoli di quelli perimetrali e di terra. Come per il trullo le pareti della pajara mano a mano si assottigliano in cerchi concentrici sempre più piccoli per far si che si possa poi con una pietra più grande posta come volta, realizzare la copertura dell’edificio. La pianta può essere sia circolare che quadrata. Costanti sono alcune caratteristiche: l’ingresso basso, formato da una pietra in orizzontale che funge da architrave per la porta ed una scala che sale a spirale sul muro perimetrale esterno. Quest’ultima aveva due funzioni, veniva usata durante i lavori di costruzione e serviva, una volta che l’edificio fosse completato per raggiungere il tetto, molto utile per alcuni impieghi, primo tra tutti quello di essere un ottimo luogo dove porre ad essiccare frutta e verdure.

 

Le pajare presentavano, grazie all’intercapedine riempita di sassi e terra, un ottimo sistema di isolamento termico, che permetteva loro di essere fresche d’estate e calde di inverno, l’ideale per il tipico clima del territorio pugliese. Anche la sommità era ulteriormente isolata con uno strato di pietre e terra, ed uno strato di fango a chiusura definitiva, che, seccandosi, rendeva impermeabile alle piogge la costruzione.

All’interno della pajara si viveva, si cucinava e si dormiva, sia su tavolacci in legno o in pietra, sia semplicemente su sacchi riempiti di foglie, di granoturco per esempio. Una vita semplice, povera e a stretto contatto con la natura.

La moderna bioedilizia celebra questa antica modalità di costruire per le sue caratteristiche di essere in totale sintonia ed armonia paesaggistica con il territorio, per il suo sapiente utilizzo delle scarse e difficili risorse, la pietra come unico elemento costruttivo, e la sapienza con cui anche materiali di scarto della lavorazione, sassi e terra trovano un loro impiego intelligente ed utile.

Esempi di questa incredibile sintesi costruttiva, le pajare si possono ammirare in tutto il territorio del Salento, alcune ancora oggi utilizzate per la loro antica funzione, ricovero di animali, magazzino per gli attrezzi, altre addirittura rimaneggiate e rese abitabili per visitatori e turisti. Una vacanza nel Salento potrebbe proprio essere magica se vi fermate a pernottare in una delle numerosa pajare oggigiorno trasformate in accoglienti bed&breakfast o agriturismi.

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