San Sebastiano a Gallipoli

Il 19 e 20 gennaio 2012 iniziano i festeggiamenti nella cittadina salentina, in onore di San Sebastiano. San Sebastiano  che ricorre il 20 gennaio, è il compatrono della città di Gallipoli, tranquilla cittadina bagnata dall’azzurro del Mar Ionio, che sorge sulla costa occidentale della penisola Salentina. Caratteristica è la divisione della cittadina in due zone ben definite: la  “città vecchia”  e il “borgo nuovo”, ed è proprio tra le strade della città vecchia che sfila una processione solenne in onore del Santo.

Alla processione prendono parte tutte le confraternite della città, i cui membri sfilano con i caratteristici abiti tradizionali ed in un ordine che rispecchia l’anzianità del riconoscimento regio ottenuto man mano dai sodalizi.

San Sebastiano di Narbona, nacque verso la seconda metà del ‘200 d.C., e la madre lo educò all’imitazione di Gesù Crocifisso. Giovane dall’animo forte e dal carattere energico, rispose alla voce della vocazione che ne fece un difensore della Chiesa; pieno di entusiasmo correva sempre là dove c’era più bisogno di lui, come a Roma, ove la persecuzione contro i cristiani era diventata violenta e feroce.
Sebastiano da vero soldato di Gesù Cristo, confessò la sua fede all’imperatore Diocleziano e accusato di tradimento e di ingratitudine, malgrado le sue virtù morali e civili, venne condannato ad essere bersagliato di frecce.

 L’iconografia cristiana, rappresenta San Sebastiano giovanissimo e trafitto da frecce. Quando fu ritrovato dai compagni di fede non era morto; guarì, e a Diocleziano gridò di pentirsi e di votarsi a Dio. Sebastiano fu fustigato e annegato. Era il 20 gennaio  dell’anno 304 d.C.

In processione oltre al busto in argento di San Sebastiano viene portato il busto dello stesso prezioso metallo di Sant’Agata, festeggiata invece nei giorni 4 e 5 febbraio.
La leggenda vuole che un vascello con a bordo la Santa giunse sulle spiagge di Gallipoli, dopidichè riprese la navigazione fino alle coste della Sicilia.

Suggestiva è la lettura del Vangelo in greco, in onore del Santo, che in questi tempi di dissacrazione e negazione dei valori spirituali e religiosi, umani e sociali,  aiuta i giovani disorientati e fuorviati, a salvarsi dal peccato.
Attraversando il ponte, nell’ammirare la fontana greco-romana, la più antica d’Italia, si entra nel “borgo nuovo” dove in Corso Roma, via nevralgica che divide la città nuova in due tronconi, detti di “scirocco” e  “tramontana”, numerose bancarelle accoglieranno residenti e turisti con mercanzia di ogni genere, in occasione della festa.  La parte nuova, al di là dell’isola calcarea collegata alla terra ferma attraverso un ponte seicentesco ad archi, possiede svariati negozi che per l’occasione rimarranno aperti fino a tardi; artisti di strada, musica, saltinbanchi e giocolieri allieteranno la serata. Numerosi anche gli allestimenti di stand gastronomici: la cucina tipica di Gallipoli offre numerosi piatti a base di pesce e verranno offerti piatti come la Scapece, a base di pesce fritto, pane grattugiato e zafferano, oppure lu purpu alla pignata, polipo lessato in acqua.
Rinomate sono anche le ‘zzeppule, lu spazzatu di agnello, e i pustraddhuzzi e le pitteddhe.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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