Il dopoguerra 1945-1970

Il dopoguerra 1945-1970
Dopo la caduta del fascismo e l’armistizio dell’8 settembre il re affidò la guida del paese al generale Badoglio che trasferì 5 mesi il governo a Brindisi.


Ma a poche ore dall’annuncio ufficiale dell’armistizio i Tedeschi intrapresero un’azione di rappresaglie: la prima si ebbe la sera stessa dell’( settembre quando una motosilurante tedesca infestò di mine magnetiche il porto di Taranto e il giorno dopo tentarono di distruggere quello di Bari. Le azioni più efferate si ebbero a Barletta dove la resistenza dei militari e la reazione di alcuni civili fu duramente repressa con la fucilazione di undici vigili urbani e due netturbini e la deportazione di oltre mille soldati. A Foggia furono fatti saltare ponti stradali e ferroviari e fu distrutto il centro chimico militare con la conseguente dispersione di gas letale per la popolazione. Il 2 dicembre 1943 una squadriglia di bombardieri attaccò un convoglio di navi nel porto di Bari affondandone 17 e causando più di mille vittime.
Intanto i prezzi dei beni al consumo salirono alle stelle portando allo scoppio di numerose rivolte nella nostra regione. In questa situazione un ruolo importante fu esercitato dalla Gazzetta del Mezzogiorno che si fece promotrice di un atteggiamento filogovernativo. Negli anni della ripresa economica il giornale manterrà una posizione liberale e diventerà il portavoce del blocco moderato.
In occasione del referendum popolare del 2 giugno 1946, in cui i cittadini italiani erano chiamati ad esprimere la loro preferenza per un governo di tipo repubblicano o monarchico, la popolazione pugliese si espresse attribuendo 960 mila consensi alla monarchia e 476 mila, cioè meno della metà alla repubblica.
Le votazioni per l’Assemblea Costituente videro una schiacciante vittoria della DC sui partiti di sinistra, dando origine ad una tendenza democratica che si perpetrò anche nelle prime votazioni politiche postbelliche dell’aprile del 1948, per la formazione del nuovo Parlamento italiano quando la popolazione pugliese assegnò alla DC il 48.7% dei consensi.
Nell’agosto del 1950 fu istituita la Cassa per il Mezzogiorno,un nuovo ente pubblico che aveva lo scopo di promuovere lo svulippo economico e civile delle regioni meridionali attraverso il finanziamento statale per le infrastrutture e il credito agevolato per le industrie localizzate nelle aree depresse.L’impegno fu imponente e si prolungò fino al 1983,anno in cui la Cassa è stata disciolta. Ma i risultati non corrisposero alle attese in quanto anche se le iniezioni di denaro pubblico ebbero degli effetti positivi sull’economia meridionale e sul tenore di vita della popolazione, ciò non bastò a mettere in moto un autonomo processo di modernizzazione ne a colmare il divario con le regioni del nord.
Nell’ottobre dello stesso anno nel quadro della riforma agraria, venne approvata la cosiddetta legge stralcio, che fissava norme per l’esproprio ed il frazionamento di una parte delle grandi proprietà terriere. La riferma dava un duro colpo al poter della grande proprietà assenteista e andava incontro alle attese delle masse rurali del Centro-Sud, protagoniste alla fine degli anni ’40 di alcuni drammatici episodi di lotta per la terra. Se lo scopo immediato della riforma era quello di limitare il malcontento sociale, l’obbiettivo a lungo termine stava nell’incrementare la piccola impresa agricola. Tuttavia le piccole imprese agricole si dimostrarono poco vitali e la riforma non servì a contenere quel fenomeno di migrazione dalle campagne che, cominciato agli inizi degli anni ’50 in coincidenza con i primi segni di ripresa industriale, avrebbe assunto proporzioni imponenti alla fine del decennio.


Il decennio si chiudeva con la decisione assunta dal Governo, di costruire il quarto centro siderurgico dell’Italsilder a Taranto e due grandi complessi industriali, uno chimico a Brindisi della Montedison ed uno petrolchimico a Manfredonia dell’Eni.
Sul finire degli anni Sessanta, tumultuosa e incontenibile si affacciò l’onda lunga del ’68, l’anno della contestazione giovanile, in Italia, in Europa e nel mondo intero. Anche la Puglia fu investita dai fermanti del mondo giovanile che trovarono terreno fertile soprattutto nell’ateneo barese.

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