La Puglia nel periodo delle invasioni barbariche

La Puglia nel periodo delle invasioni barbariche
Il periodo compreso fra il 455 e l’anno 1000 circa, fu caratterizzato dalle invasioni, dell’Italia e quindi anche della Puglia, di numerose popolazioni barbare.


La caduta dell’Impero Romano d’Occidente, che si fa risalire nel 476 ad Odoacre re degli Eruli non comportò per le popolazioni pugliesi ne guerre ne contrasti di altro genere con i nuovi dominatori in quanto il nuovo re non si spinse fino alla nostra regione ma i limitò solo a mandare qualche guarnigione che garantisse il prelievo fiscale pel altro già dovuto dai proprietari terrieri durante l’Impero.
Nel 494 Odoacre fu sconfitto dal re degli Ostrogoti Teodorico che durante il suo regno garantì un periodo di relativo benessere dovuto ad una ripresa delle attività produttive e commerciali. Tuttavia la prosperità e la pace non durarono a lungo in quanto nel 547 i Goti guidati da Totila dopo aver conquistato Napoli e Roma, si spinsero nell’Italia meridionale e devastarono molte città fra le quali Otranto, Lecce, Brindisi, Taranto e Canne. L’espansione dei Goti fu fermata nel 552 da Giustiniano, imperatore di Costantinopoli, che inviò un esercito al comando di Narsete che e vicino Gubbio uccise Totila. La Puglia uscì devastata dalla dominazione gotica: l’economia era ridotta al lastrico, le campagne abbandonate, il commercio immiserito e la popolazione a causa della scarsità di cibo era ridotta alla fame e costretta a cibarsi di tuberi e bacche.
A partire dal 553 la Puglia divenne dominazione bizantina e la sua popolazione già stremata dalla precedente guerra fu ridotta in condizioni assai misere a causa delle pesanti tassazioni.

Tale dominazione pur alternandosi per quasi cinque secoli con quella longobarda, non lasciò tracce significative se non per quanto riguarda le influenze artistiche sulla notra cultura e architettura e nella contestuale presenza del monachesimo benedettino di tradizione latina con quella basiliana di rito greco. Nel IX sec. si affacciarono sulle nostre coste i primi Saraceni che nell’838 saccheggiarono Brindisi e nell’840 occuparono Taranto. Nell’847 l’emiro Kalfun occupò Bari dove fondò un piccolo stato arabo installando 24 fortezze, allestando una potente flotta e facendo costruire una moschea.

Fu solo dopo aver perso molte importanti città che i principi longobardi smisero di farsi la guerra fra loro e chiesero aiuto a papa Leone IV presso l’imperatore Lotario I che nell’849 inviò in Italia suo figlio Ludovico II. Solo dopo una serie di guerre nell’871 Bari fu definitivamente liberata dai Saraceni. Dopo la dominazione dei Franchi la Puglia conobbe nuovamente la dominazione dei Bizantini e poi quella di Ottoni, imperatori di Sassonia .

2 pensieri su “La Puglia nel periodo delle invasioni barbariche

  1. C’ è una importante precisazione da fare per quanto riguarda il periodo che va dalla morte di Teodorico aTotila in quanto mancano alcune informazioni che sono necessarie per comprendere ciò che accade. Con la Prammatica Sanzione, nel 554, fu ufficializzato il dominio bizantino sull’Italia. Essa fu emanata alla fine della guerra greco – gotica iniziata nel 535 in risposta all’uccisione di Amalasunta, figlia del defunto re degli Ostrogoti Teodorico, da parte del consorte Teodato. Giustiniano decise di rivalersi aspramante contro di lui. Il motivo principale della reazione fu il fatto che gli Ostrogoti erano ormai invisi agli imperiali e l’azione di Teodato costituì un ottimo pretesto mettere le mani direttamente sulla Penisola italica. Fu così che un’armata sbarcò in Sicilia occupandola senza particolari problemi. Al suo comando c’era il Magister Militum Belisario. Quest’ultimo dall’isola si trasferì in Calabria e, nel 536, arrivò ad occupare anche Napoli e Roma. Vitige, re degli Ostrogoti assediò per un anno Belisario chiuso nell’ Urbe. Quest’ultimo, dopo molti sforzi riuscì a rompere l’accerchiamento ed a risalire sino a Ravenna. Vitige lo inseguì e, sempre a Ravenna fu sconfitto, fatto prigioniero e inviato a Costantinopoli. I Goti non si persero d’animo e nominarono come nuovo re Baduila che, per il suo coraggio fu soprannominato Totila, l’Immortale. Questi, come primo provvedimento, distribuì le terre ai contadini. Ciò gli procurò il favore delle classi meno abbienti: fu uno dei motivi per cui la guerra durò sino al 553. I Bizantini. a ragion veduta, erano considerati dalla stragrande maggioranza della popolazione come i difensori degli interessi dei latifondisti. Complici anche le invidie a Corte, la situazione per Belisario si fece seria. Richiamato nella capitale per occuparsi delle scorrerie dei persiani guidati da Cosroe, nel 542 fu rimandato nella Penisola Italica. subi una serie di sconfitte dovute, anche, al numero esiguo di uomini che il governo imperiale gli fornì. Nel 548 fu ancora richiamato a Costantinopoli e sostuito da Belisario il quale, con molti più soldati, riuscì a riprendere in mano la situazione e, dopo aver distrutto un esercito di Alamanni venuti in soccorso dei Goti, sconfisse sia Totila a Tagina (nei pressi di Gualdo Tadino in provincia di Perugia), nel 552, che il suo successore Teia nella famosa e decisiva battaglia presso i Monti Lattari (nella penisola sorrentina) nel 553. Da questo momento la Puglia, come tutta la penisola entra nell’orbita dei Bizantini sino al 1071, quando l’ultima roccaforte greca, Bari, fu conquistata dai Normanni.

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