Puglia 1860-1918

Dall’Unità d’Italia alla Prima Guerra Mondiale 1860-1918
Nel settembre del 1860 mentre i primi garibaldini comandati da Liborio Romano entravano in Puglia faceva il suo ingresso trionfale a Napoli Giuseppe Garibaldi.

In quelle stesse ore i reggimenti borbonici furono definitivamente sconfitti dai garibaldini sul Volturno il 7 ottobre,e dai piemontesi sul Garigliano il 31 dello stesso mese. Anche in questo caso a stragrande maggioranza della popolazione pugliese partecipò marginalmente al movimento che portò all’Unità d’Italia anche se nel referendum del 21 ottobre 1860 espresse chiaramente la sua volontà unitaria attorno alla casa sabaudia che permise a Vittorio Emanuele II di diventare il primo re d’ Italia. Uno dei primi problemi che il nuovo stato unitario dovette affrontare fu quello del brigantaggio meridionale particolarmente attivo in Basilicata e Puglia che fu risolto con la legge Pica del 1863 che pose in stato d’assedio in quasi tutta l’Italia meridionale permettendo nel 1865 la sconfitta del brigantaggio.
Il 9 giugno 1863 venne istituita la Camera di Commercio di Bari e l’anno dopo venne attivata la ferrovia adriatica: prima la Bari-Brindisi poi la Bari-Taranto, la Foggia-Napoli ed infine la Lecce-Bologna.
In campo giornalistico si moltiplicarono gli editoriali e le testate: nel 1887 a Trani nacque La rassegna pugliese e l’anno successivo a Putignano una piccola ditta la Giuseppe Laterza e Figli che successivamente si trasferì a Bari e decollò come casa editrice agli inizi del secolo quando Benedetto Croce le affiderà l’edizione delle proprie opere e della rivista La critica.
Nel 1887 fu pubblicato il primo numero del Corriere delle Puglie stampato in una piccola tipografia di Bari che successivamente fu assorbito dalla Gazzetta di Puglia che a sua volta avrebbe cambiato il nome in Gazzetta del Mezzogiorno.
Anche l’istruzione scolastica che in Puglia contava il 70% di analfabeti, subì un lieve miglioramento che fu accompagnato dalla nascita di scuole di grado più elevato finalizzate alla nascita di un nuovo gruppo dirigente più preparato.
Dopo tanti segnali positivi, nel 1888, un aumento delle tariffe doganali applicate alla Francia comportò nella nostra regione l’interruzione delle esportazioni dei vini che ebbe come immediata conseguenza la ripresa dell’emigrazione, la diffusione dell’usura con il fallimento di molte banche private e l’instabilità di quelle pubbliche. Nonostante i progressi raggiunti fino a quel periodo la regione sembrò essere tornata indietro di secoli ed in mezzo a tale desolazione e povertà una nota lieta fu portata da Pietro Mascagni, direttore della banda di Cerignola, che nel 1889, dopo aver vinto il premio di musica Sonzogno con l’opera Cavalleria Rusticana, riscosse un notevole successo a livello nazionale.
Un anno dopo a peggiorare la situazione fu l’aumento del prezzo del pane che arrivò a 40 centesimi al kg, un prezzo molto alto se si considera che la paga media giornaliera di un operaio non raggiungeva i 60 centesimi. Ciò portò la popolazione, esasperata per le cattive condizioni di vita, alla cosiddetta rivolta della farina che riguardò un po’ tutta la regione ma che fu duramente repressa dall’intervento dell’esercito guidato dal generale Pelloux.


Da un punto di vista territoriale la Prima Guerra Mondiale non interessò direttamente la regione se sin escutono il bombardamento austriaco su Bari il 24 maggio 1916 che provocò la morte di 18 civili e il coinvolgimento del porto di Taranto che servì da riparo alla flotta italiana. Maggiori furono invece le conseguenze in relazione alla partecipazione della popolazione al conflitto: molti giovani partirono senza fare più ritorno a casa

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