Vini rosati della Puglia

La produzione di vini in Puglia ha conosciuto un notevole successo negli ultimi 20 anni, grazie alla decisa inversione di tendenza dei viticoltori pugliesi che hanno investito in termini di risorse e di lavoro non più sulla produzione di grossa quantità di vino da commercializzare essenzialmente come prodotto da aggiungere ad altri vini nazionali ed internazionali per aggiustarne gradazione alcoolica, colore e quantità.

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il vino rosato, una tradizione che comincia ad essere apprezzata

I primi marchi DOC sui vini pugliesi risalgono alla fine degli anni ’60, e da allora in avanti c’è stata una forte crescita ed interesse per la specificità del prodotto pugliese, che in pochi decenni ha visto crescere la diffusione dei marchi DOC, oggi se ne contano 25, e nei prossimi anni se ne attendono altri. Tale progressivo miglioramento è dovuto anche alla decisa sperimentazione che è stata attuata, sia nel campo dell’inserimento nel territorio locale di vitigni provenienti da altre regioni, e che in aluni casi si sono ambientati egregiamente, ed alla riscoperta e promozione di vitigni locali la cui coltivazione era praticamente scomparsa o sull’orlo dell’estinzione come il Tuccanese nella provincia di Foggia.

Tra la produzione di qualità un posto di riguardo lo merita il rosato, un tipo di vino che è molto apprezzato sui mercati internazionali, dagli Stati Uniti al Belgio , dalla Germania alla Francia ed un po’ meno putroppo nel nostro paese a causa della credenza, del tutto inconsistente, che i vini rosati siano una discutibile miscela di bianchi e rossi, tale operazione anzi è espressamente vietata per legge in tutti i paesi dove si produce vino.

I rosati sono ottenuti dalla lavorazione speciale dei vitigni che producono anche bianchi e rossi, perciò rappresentano una variante di questi, ottenuta lasciando per alcune ore o qualche giorno il mosto a macerare nelle bucce fino ad ottenere la colorazione desiderata.

Tra i rosati pugliesi meritano un posto di riguardo quelli salentini, tra i quali il Salice Salentino, prodotto da uve Negramaro e Malvasia Nera di Brindisi e Malvasia Nera di Lecce, il Nardò, in cui oltre ai vitigni del Salice Salentino può esserci la presenza del Montepulciano. Dalla zona di Alezio e Galatina proviene l’Alezio, vinificato anche in rosso. E poi ancora, tra i salentini il Leverano, lo Squinzano ed il Matino.

Anche nelle altre aree della Puglia si producono con successo dei rosati che hanno conquistato il marchio DOC, tra questi nella provincia di Bari il Gioia del Colle, il Brindisi nell’omonimo territorio, l’Orta Nova ed il San Severo dalla provincia di Foggia.

I vini rosati sono particolarmente adatti ad essere abbinati, per la loro delicatezza ai piatti di formaggi freschi, ai secondi di pesce ed ai primi piatti leggeri, minestre e zuppe di pesce e rappresentano un’ottima e creativa soluzione quando ad un piatto non si sa se abbinare un bianco, troppo leggero, od un rosso, troppo intenso.

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